Luglio-Agosto 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 4 brano tra quelli a scelta per la messa ese- quiale, ma anche in questo caso, la scelta mi è venuta facile dall’accostamento della in- tenzionalità di vita della Cesarina con il suo evangelico fondamento. Credo che la robustezza della sua azione e dei suoi interventi, orali e scritti, non sono comprensibili se non vengono tenuti stretti con la sua indefettibile fede in Gesù Mae- stro: via, verità, vita, e con la certezza di fede che il cuore dei credenti in Lui, può profondamente sentire, in vita e in morte: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. […]. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritor- nerò e vi prenderò con me, perché siate an- che voi dove sono io». (Gv 14,1-3). È quello che crediamo sia avvenuto, quo- tidianamente, nella vita di Cesarina. E non è fuori dei nostri «bei desideri» che ciò che oggi celebriamo «nel mistero», trovi la sua completezza celeste nella Casa del Padre, dove Cristo ci ha preceduto, perché anche noi, suoi discepoli a servizio dei suoi piccoli nella scuola, siamo con Lui dove Lui è, con Cesarina. Don Carlo Nanni so di Geremia (Ger 1,17-19), come detto per Cesarina e la sua energia nell’espletare quella che lei ha sentito come sua peculia- re vocazione: la difesa e l’iniziativa di «una scuola per l’uomo»; la promozione di una educazione scolastica veramente integrale; la formazione competente di insegnanti che coniugassero innovazione didattica e spiri- tualità cristiana profonda. Spesso in contra- sto netto, rispetto alle mode pedagogiche prevalenti. Con una tenacia perseverante e incisiva. Operando a diretto contatto con il corpo insegnante e insieme difendendo la loro carriera a livello politico, istituzionale, ministeriale. Ho sempre pensato che la sua abitazione in via Oderisio fosse il luogo più adatto per una sua assiduità a viale Trastevere, dove il Ministero della Pubblica Istruzione aveva la- sciato a Lei un ufficio. Ma la parola di Dio fa capire allo stesso tempo la fonte prima e suprema del suo co- raggio: «Tu, stringi la veste ai fianchi,//àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro. […] Ed ecco, oggi io faccio di te //come una città fortificata, //una colonna di fer- ro// e un muro di bronzo. […] Ti faranno guerra, ma non ti vinceran- no//perché io sono con te per salvarti». La salmodia «responsoriale», tratta dal salmo 70, mi è sembrata l’eco della risposta della Cesarina al suo non facile procedere nel suo «buon combattimento» per una scuo- la cristianamente ispirata, nella pur chiara coscienza della «sana» laicità di essa «In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso. Per la tua giustizia, liberami e difendimi, tendi a me il tuo orecchio e salvami. […] Davvero mia rupe e mia fortezza tu sei! Sei tu, mio Signore, la mia speranza, la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo ma- terno, dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito». 3. Per il Vangelo ho preferito cogliere un E d i t o r i a l e

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