Luglio-Agosto 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 27 ovvero la capacità che essi hanno di attivare conoscenze ed abilità conquistate personal- mente (apprendere, in latino, vuol dire im- possessarsi!) utili per affrontare non temi e problemi scolastici, bensì temi e problemi reali. Questo tipo di apprendimento richiesto dalle prove INVALSI, che è focalizzato sull’ac- quisizione di competenze, dovrebbe indurre i docenti, quasi come una conseguenza inevi- tabile, ad introdurre un tipo di insegnamen- to fortemente orientato all’innovazione. Ancora oggi però questo è un sentiero che molti insegnanti debbono ancora decidere di percorrere e scoprire; anzi, spesso si invoca il ritorno al passato! Le cause di questa inerzia innovativa e di resistenza al cambiamento sono facilmente individuabili. In primo luogo, in questi ultimi due decenni l’aggiornamento e la formazio- ne in servizio, prima obbligatori, sono sta- ti derubricati nelle nostre scuole e affidati alla buona volontà e professionalità di sin- goli docenti innamorati del loro fare scuola e gratificati dai loro stessi allievi. E le scuole - nonostante riforme e controriforme, Indi- cazioni Nazionali e Linee Guida che impon- gono una progettazione curricolare basata su conoscenze e abilità finalizzate al raggiun- gimento di competenze che vanno certifica- te in quanto tali - si fondano, casualmente e paradossalmente ancora sulla qualità del singolo insegnante, depotenziando le leggi di riforma che gli stessi docenti spesso ignorano perché, anche dopo la Legge n. 107/2015, non sono tenuti ad aggiornarsi e a formar- si. E, dunque, i cambiamenti nella didattica non sono ritenuti dai docenti un obbligo pro- fessionale e la libertà di insegnamento ren- de possibili tutte le espressioni didattiche e metodologiche, quelle tradizionali e quelli innovative. Certo, stiamo semplificando, ma in que- sti ultimi anni la nostra personale esperienza di formazione, focalizzata sulla progetta- zione curricolare per competenze in tante scuole del nostro paese, ci ha fatto consta- tare che Indicazioni Nazionali e Linee Guida – tutte emanate tra il 2010 e il 2012 - non costituiscono affatto l’orizzonte metodolo- gico e didattico entro cui si muove l’azione formativa degli insegnanti anche se, in molti l’attuale governo e gestione delle scuole li rende davvero responsabili dei risultati? Il termine «risultati» è ricorrente nella normativa scolastica e, dunque, da qui biso- gna partire per ragionare su come migliorare davvero gli apprendimenti dei nostri allievi/ studenti. Come è ampiamente noto, non è più la quantità di apprendimenti in termini di co- noscenze ed abilità che la scuola è chiamata a «trasmettere», bensì la qualità degli stes- si. E la qualità si misura con l’efficacia degli apprendimenti che sono tali se sono agiti in modo attivo, se sono profondi e significati- vi tanto da poter essere utilizzati dagli stu- denti in modo autonomo rispetto al contesto scolastico in cui sono maturate conoscenze ed abilità qualitativamente perseguite. È proprio questa efficacia degli apprendimen- ti scolastici che le prove INVALSI cercano di testare e, dunque, i risultati negativi rileva- ti sono da attribuire a conoscenze ed abilità inerti, frutto di una didattica insignificante, aggrappata alle lezioni cattedratiche, foca- lizzata sull’apprendimento nozionistico e li- bresco basato su spiegazioni in classe, com- piti a casa spesso insensati ed interrogazioni. A parte la carenza di innovazione didattica e metodologica, è necessario rilevare che la valutazione, che nella situazione somma- riamente qui descritta gli insegnanti fanno, riguarda in modo sistematico gli alunni e quasi mai il percorso didattico realizzato e la relazione educativa instaurata. Eppure la valutazione del curricolo è il motore stesso del miglioramento! Lo sottolineano tute le normative riguar- danti la scuola ( in primis , il DPR n. 275/1999) ma è la ricerca sulla didattica curricolare che ci dice che è necessario far lavorare gli allievi in gruppo (il cosiddetto cooperative learning ) intorno a prestazioni concrete, con le tecnologie e con strategie metacognitive e di apprendimento reciproco; che è neces- sario predisporre ambienti di apprendimento pensati per stimolare curiosità ed interesse, creare un clima d’aula basato su una comu- nicazione fluente, sulla cooperazione, sulla ricerca e via di questo passo perché è questo il sentiero che porta ad un apprendimento efficace. E le prove nazionali INVALSI riguar- dano proprio le competenze degli studenti,
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