Luglio-Agosto 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 IV Pioniera della comunicazione, sostenitrice accanita del dialogo fu sempre al fianco di tutti i Ministri della Pubblica Istruzione con efficaci proposte di politica scolastica, collaborando in prima persona alla stesura dei Decreti Delegati negli anni 70, alla sperimentazione del Tempo Pieno e alla legge sull’Autonomia. Una vita ricca di esperienze uniche, quella di Cesarina Checcacci che a 98 anni se ne va in una notte di fine estate romana, lasciando nella sua UCIIM un vuoto incolmabile ma anche l’impegno a continuare nella strada segnata da Nosengo e da Lei per la scuola italiana. Emozioni, ricordi, frasi, foto e cordoglio, in queste ore, corrono velocemente tra gli uciimini, da una parte all’altra dell’Italia, uniti tutti nella preghiera e in unico e autentico dolore per la perdita di una presidente impegnata e generosa e di una donna ironica e volitiva. UCIIM nazionale Riportiamo stralci degli scritti di CESARINA, prova della sua visione profetica e dell’attualità del suo pensiero: Da: « Democrazia e libertà costituzionali » (S. e U., 1982) «...in atto una tendenza a interpretare in modo unilaterale il significato di democrazia e di vita democratica, al di là di quanto è registrato dal patto costituzionale. Democrazia, nella sua accezione più stretta, significa governo del popolo, ossia una “forma di governo fondata su una visione ugualitaria dei rapporti sociali e dei diritti politici”: essa si oppo- ne all’oligarchia, ai governi assolutistici, ai governo classisti, in quanto questi ultimi sono sempre espressione di una parte del démos, del popolo. Democrazia, perciò, è un regime che esige la partecipazione di tutti i cittadini al potere, la ef- fettiva, riconosciuta libertà di ciascun cittadino, la tensione costante verso il bene comune di tutto il popolo. Non è un sistema semplice, ma estremamente complesso, in quanto, non in nome di un principio superiore, né di una entità astratta, ma dei cittadini che, tutti insieme, costituiscono il popolo, deve la democrazia realizzare ad un tempo delle scelte, tutelare la libertà delle maggioranze e delle minoranze, consentire il libero dibattito, mettere ciascuno in condizioni di eguaglianza, eliminare le cause di disparità e di violenza. Si potrebbe affermare che la democrazia è un sistema organico di libertà, da perseguirsi quoti- dianamente, nel rispetto e nella tolleranza reciproca, nel riconoscimento delle funzioni e delle re- sponsabilità connesse, nell’umile considerazione della difficoltà di questa paziente armonizzazione da realizzarsi, momento per momento, in vista degli obiettivi comuni da perseguire. I diritti inviolabili dell’uomo che sono alla radice della democrazia sono chiaramente affermati dalla Costituzione italiana, in modo inequivocabile: basti pensare all’affermato dovere per la Re- pubblica di riconoscere e garantire la libertà dei cittadini in tutte le sue varie espressioni, da quella personale, a quella di pensiero, di religione, di stampa, di lavoro e via dicendo. Ed esplicitamente il testo costituzionale ribadisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale” (art. 3), che “ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4). Queste affermazioni sono notevoli e non possono essere disattese né dal costume, né dalla legislazione. Anzi un costume che accettasse, anche sul solo piano effettuale, la violazione dei principi democratici si porrebbe al di là

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