Luglio-Agosto 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 V della Costituzione e, in realtà, preluderebbe ad una pericolosa involuzione di carattere autoritario. Se, per esempio, dovessero ripetersi le manifestazioni di violenza aperta, o anche sottilmente insidiosa, con le quali si tenta di intimidire coloro che hanno orientamenti diversi o divergenti; se, nelle scuole pubbliche gestite dallo Stato una maggioranza, di alunni o di famiglie, - o – peggio an- cora -, una minoranza vivace e senza scrupoli – in nome delle proprie convinzioni e in base a canoni di giudizio diversi da quelli della competenza professionale e della onestà morale, intendessero dare l’ostracismo ad alunni – e, quindi, alle loro famiglie – e ai docenti di diverso pensiero; se venisse, in questo modo, a cadere il principio della tutela dei diritti delle maggioranze e delle minoranze: allora dovremmo concludere che la troppo breve esperienza democratica del nostro paese sta rapidamente avviandosi verso la sua conclusione e che si stanno per ripristinare, in Italia, metodi non democratici o pre-totalitari. Una conclusione veramente amara!» Conseguenzialmente Cesarina in « Il dovere della partecipazione» (S. e U. 1982) sottolinea che l’UCIIM è una «realtà comunitaria e partecipativa... esiste in quanto essa è luogo di sostegno reciproco, di effettiva corresponsabilizzazione, di esercizio di virtù sociali. ...animarla di un respiro nuovo, ricco di carità e di solidarietà e di reciproca accettazione. ...il superamento dell’etica pura- mente individualistica... Nelle stesse istituzioni civili deve esercitarsi “il dovere della giustizia e dell’amore”. ... Gesualdo Nosengo aveva intuito con chiarezza fin dagli anni ’40 il valore dirompente di questa comunione di carità entro la professione educativa. L’Unione, per la sua natura specifica di comunità professionale di cristiani impegnati nell’insegna- mento, è “un elemento dinamico, un punto di riferimento e di sostegno per l’iniziativa di ciascuno, un luogo di convergenza per una proiezione all’esterno delle finalità specifiche del gruppo. Ne consegue che l’Unione è il risultato di una partecipazione attiva, anche dialettica, e che tanto più sarà vitale quanto più in ciascuno si svilupperà il senso dell’appartenenza, motivato e rafforzato dalla consapevolezza del bene...». Le sue parole sono una pista da seguire per offrire, anche noi, un contributo alla costruzione dell’autentico bene comune e per avviare i giovani sulla via di CITTADINANZA E COSTITUZIONE. Testimonianze
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=