Luglio-Agosto 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 17 dal lavoro, negotium , a parte l’istruzione professionale, appunto. E in una catena conseguenziale, il termine «professione» è connesso/limitato ad «atti- vità pratica», fatta di abilità e esperienze, di esercizio ripetuto e reso indispensabile da «ragioni pratiche». «Bisogna» lavorare. (il sudore della fronte?). Anche quando si trat- ti di un lavoro di alta qualifica, la cultura è sempre «altro». Pure anche la semantica del termine «professione» rischia uno slittamento «pro- duttivistico». Professione è «dichiarazione», manifestazione, espressione personale (opi- nione, fede, idea) fatta «pubblicamente». E dunque connessa al costrutto di «responsabi- lità». Professione è ciò che una persona «sa e dà» al contesto sociale in cui vive ed opera. Avessimo nella nostra lingua un equivalente del tedesco « beruf » forse comprenderemmo meglio il significato di «responsabilità» (re- sponso, risposta… a chi e perché?) rielabo- rato da Max Weber. Per noi «responsabilità» sembra sempre aver a che fare, invece, con «colpa», garanzia di «legittimità», comun- que qualche cosa per cui salvaguardarsi. Dipanando le argomentazioni circa i signi- ficati di alcuni termini della questione del rapporto istruzione e lavoro, abbiamo più o meno esplicitamente introdotto la dimensio- ne «collettiva» e sociale che travalica quella individuale e singolare. Ciò vale per entram- bi i riferimenti, tanto quello del lavoro quan- to quello della formazione ed istruzione. Il riferimento è esplicito nella citazione di Marx (la cittadinanza fondata sul lavoro desti- nato al bene collettivo…). Ma si pensi anche ai significati sottostanti a professione e respon- sabilità. «Dichiarare e rispondere», ovvia- mente a una domanda che viene «da fuori». Noi usiamo spesso, quasi a sinonimo il ter- mine «vocazione». E spesso nella scuola lo usiamo per indicare una «inclinazione», una predisposizione, una scelta implicita e sca- turente «dall’anima» dei nostri alunni e dal- la loro «individualità». E che guida(rebbe) le loro scelte per il futuro. Dalla prosecuzione Una questione pedagogica. « Il lavoro rende l’uomo simile a Dio per- ché partecipa della creazione » (S. Tommaso) « Non è con la cooperazione nel lavoro produttivo di ricchezza che il membro della comunità (il cittadino) si riproduce, ma con la cooperazione nel lavoro dedicato agli in- teressi collettivi …» (K. Marx, Grundrisse... ). Le due citazioni, così lontane per autori e riferimenti, delineano il perimetro della questione del rapporto tra «formazione», nel senso di bildung , di impresa di «costru- zione» del soggetto, della persona, e «lavo- ro» nel senso di processo di umanizzazione dell’uomo, non di «uso» della sua fatica nel- lo scambio economico. Dunque, del lavoro come «opera». Pur- troppo, in italiano usiamo il termine lavoro con significato comprensivo. Work e labour, ouvre e travaille, obra e travajo, werk e arbeit … in altre lingue la differenziazione rende evidente il doppio significato. Il lavoro come attività creativa, collettiva dell’uomo e il lavoro come «pena e penitenza» (puni- zione?). Analoga restrizione, specie nel codice cor- rente del nostro sistema nazionale di istruzio- ne, viene operata inconsapevolmente (?!) sul termine «formazione» di cui si restringe la se- mantica a «formazione professionale». Com- plice in tal caso anche un «equivoco cultura- le» sul significato del termine «professione». Sottolineo tali precisazioni perché nel dibattito scolastico corrente, soprattutto quello sviluppatosi attorno alla obbligato- rietà (e relativa intensità) delle esperienze di «alternanza scuola lavoro» mi è parso di cogliere una sorta di «riduzionismo» dei si- gnificati sia del termine «formazione» sia di quello di «lavoro». Temo che il fondamento dell’equivoco se- mantico stia in una stratificazione culturale (valori e gerarchie consolidate nella tradi- zione prevalente) antica (ciceroniana?): la cultura è otium . Non riguarda «il lavoro». Di conseguenza l’istruzione è cosa «diversa» Franco De Anna, già Dirigente tecnico LA FORMAZIONE E IL LAVORO

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