Luglio-Agosto 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 11 ha progressivamente destabilizzato molte delle idee politiche che si erano affermate, soprattutto in Occidente, dopo la Seconda guerra mondiale. Cosa che in precedenza aveva già provocato in campo economico il neoliberismo, sancendo la fine del consenso tra capitale e lavoro. In una intervista di Cic- carelli a Dardot e Laval (2019), alla domanda se il populismo potesse diventare una critica del capitalismo, in particolare degli ultimi decenni, Laval replica, in modo deciso, che forse è proprio il contrario, il populismo è una «risposta neoliberale alla crisi del capi- talismo». La rinascita e l’affermazione del populismo sono il prodotto di una carenza generalizzata di risposte, la costruzione di una macchina elettorale sotto questo con- cetto può rappresentare, a prima vista, una logica politica che si nasconde sotto la criti- ca del sistema politico-economico ma che ne protegge e rafforza l’egemonia. Il populismo si crea e si gestisce con il monopolio del po- tere e della produzione culturale. Sovvertendo il significato mediatico del populismo attraverso una rappresentazione positiva del concetto, alcuni teorici tenta- no una riappropriazione del campo politico attraverso gli stessi meccanismi, una contro egemonia: opporsi politicamente alla post- democrazia «non significa abbandonare prin- cipi come la divisione dei poteri, il suffragio universale, i diritti civili, il sistema mul- tipartitico, ma difenderli e radicalizzarli» (Mouffe, 2018). Ma dare vita a un movimento contro egemonico all’interno di un contesto nel quale la trasformazione dei significati ha mutato anche le categorie dominanti nel si- stema liberale e dove tutto è diventato mer- ce, rischia di essere funzionale all’egemonia neoliberale dominante. Lo svuotamento del- le principali categorie della struttura libera- le svuota inevitabilmente la stessa società, la quale non risponde più alle istanze o alle proposte radicali di un vero movimento co- stitutivo della politica estraneo alla retorica (la produzione discorsiva) populista. La frattura che emerge all’interno delle istituzionali liberali dopo l’affermazione del populismo, non amplifica solo la crisi del con- cetto di rappresentanza, dunque, ma produ- ce anche un distaccamento del neoliberismo dalle strutture liberali che ponevano dei usato tutte le potenzialità dei nuovi medium per emergere ed affermarsi come forza elet- torale. Si possono individuare due modalità operative: il linguaggio popolare ed il lin- guaggio modulare. Per quanto concerne il primo tipo di linguaggio, è necessario tenere in considerazione la tensione dinamica che intercorre tra la folla e il leader , quest’ulti- mo è la voce della folla, deve usare le stesse parole e le stesse espressioni che userebbe la folla se potesse esprimersi con una sola voce. Se la capacità riflessiva della folla si assottiglia sensibilmente in relazione all’e- laborazione critica individuale, è necessario che il linguaggio sia istintivo, diretto alla realizzazione di volontà che si traduce su- bito in verità. Dall’altra parte, il linguaggio modulare è la parte essenziale del suo pro- cesso di costruzione, formato da una catena di concetti aperti sempre relazionabili fra di loro in grado di creare l’identità di un grup- po attraverso una propria definizione della realtà. La contingenza del discorso modulare trascende la singola individualità, è un in- sieme di significanti vuoti sparsi all’interno dello spazio comunicativo che mirano alla realizzazione di una volontà comune fondata sulla base della leadership . Più nello specifi- co si propone di dare vita a modelli di riferi- mento settoriali, anche diametralmente op- posti, con l’intento di inserti tutti all’interno di una stessa cornice: è il superamento della storica divisione destra/sinistra. Il quinto e ultimo stratagemma è la politica dell’emo- tività, la quale non deve essere intesa come un richiamo agli istinti primordiali dell’indi- viduo ma come una complessa rappresenta- zione della produzione di politiche pubbliche partendo dalle istanze represse della folla. In sostanza, come abbiamo visto, il po- pulismo manifesta l’elemento conflittuale retorico, insito all’interno di una società democratica, per raggiungere determinati scopi. In questo senso, il ritorno del momen- to costitutivo del politico si gioca nella rela- zione ad excludendum noi-loro, una visione strategica che si basa esplicitamente sulla lotta per il potere e non contro il potere. La nascita di una nuova ragione politica La complessità del fenomeno populista
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