Luglio-Agosto 2018

le strategie e comportamenti che consento- no agli studenti di conoscere, supervisiona- re e controllare i propri processi di pensie- ro. Sapere come si conosce significa saper adeguare le proprie attività cognitive alla situazione di apprendimento in modo effica- ce e flessibile. Essenziale un riferimento al ruolo del- l’adulto nella progettazione e gestione dell’impianto formativo caratteristico del workshop , un adulto senziente facilitatore e organizzatore. Generalmente più forma- tori si avvicendano in ragione delle finalità del workshop , della natura, della durata, della mappa interdisciplinare e multidisci- plinare che segnerà la fucina di apprendi- menti . Tutti comunque consapevoli di vo- lersi proporre come modelli di pratica, co- protagonisti dell’ ambiente che vince l’ iperspecializzazione e la parcellizzazio- ne del sapere, a vantaggio di una didattica della decostruzione (Morin E., La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero , Cortina, 2000) possi- bile quando la mission del docente profila i seguenti tratti: — fornire una cultura che permetta di di- stinguere, contestualizzare, globalizzare, affrontare i problemi multidimensionali, globali e fondamentali; — preparare le menti a rispondere alle sfi- de che pone alla conoscenza umana la crescente complessità dei problemi; — preparare le menti ad affrontare le in- certezze, in continuo aumento, non solo facendo loro conoscere la storia incerta e aleatoria dell’Universo, della vita, del- l’umanità, ma anche favorendo l’intelli- genza strategica e la scommessa per un mondo migliore; — educare alla comprensione umana fra vi- cini e lontani; — insegnare la cittadinanza terrestre, inse- gnando l’umanità nella sua unità antro- pologica e nelle sue diversità individuali e culturali, così come nella sua comunità di destino caratteristica all’era planeta- ria, nella quale tutti gli umani sono posti a confronto con gli stessi problemi vitali e mortali (Morin E., 2000). Ruolo impegnativo. L’interazione sociale come fattore di apprendimento Il workshop è quindi un contesto sociale naturale – ecologico - per la formazione, che supera la visione individualistica e de- contestualizzata dell’apprendimento, favo- risce quel tipo di apprendimento mediato dall’interazione sociale e mette al centro gli studenti e quello che sanno. L’investimento nel capitale sociale e il ri- conoscimento che la conoscenza è la risorsa economica fondamentale della società della conoscenza impone un fronte alla formazio- ne: creare valore, spendibile in termini di lifelong learning , puntando sulle interazio- ni, sulle relazioni che hanno senso e confe- riscono senso all’apprendimento. La cornice teorica di riferimento è il co- struttivismo sociale, in cui il soggetto che apprende è al centro del processo formativo e la conoscenza è risultante della costruzio- ne intersoggettiva tra attori sociali in con- testi e situazioni definite e definibili. A completamento, la prospettiva interazioni- sta per cui la negoziazione con gli altri è lo strumento indispensabile per la costruzione di significati condivisi. Il richiamo indispensabile è alla prospet- tiva vygotskijana che, per quanto riguarda il rapporto tra sviluppo e apprendimento, va- lorizza il ruolo delle relazioni sociali attri- buendo ai processi inter-individuali la prio- rità sui processi intra-individuali. Vygotskij (Vygotskij L. S., Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori , Giunti 1974) formula quella che definisce la legge gene- tica generale dello sviluppo : ogni funzione psichica superiore appare due volte nello svi- luppo culturale: prima sul piano sociale, poi sul piano psicologico , cioè in primo luogo co- me una categoria di funzionamento interpsi- cologico che poi diventa intrapsicologico. Le relazioni sociali sono prioritarie per lo sviluppo di tutte le funzioni psichiche supe- riori. La direzione dello sviluppo è dall’esterno verso l’interno, dalla relazione sociale al funzionamento psichico. Il costrutto che spiega il passaggio dal sociale all’individuale è il meccanismo dell’ interiorizzazione che consente il pas- 23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 7-8 Luglio-Agosto 2018

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=