Luglio-Agosto 2018
re, le foreste di sequoie e le commissioni e i consigli umani (Bateson G., 1984) e ricom- pone appunto l’unità di mente e natura, l’unità del contesto e delle relazioni, delle emozioni e delle ragioni, dell’individuo e della specie. Il workshop come luogo di co-costruzione della conoscenza. Il workshop è un vero e proprio ambien- te di apprendimento, predisposto per sod- disfare determinate finalità formative, contestuali e contestualizzabili, riconduci- bili a sistemi e archetipi di conoscenza sto- ricamente ed epistemologicamente deter- minate ma proposti e disposti come espres- sioni complesse del reale, multiprospetti- che, oggetto di analisi e riflessione a di- sposizione degli studenti, intesi soggetti attivi e disponibili all’apprendimento criti- co, pronti alla ristrutturazione delle pro- prie mappe conoscitive. E come ambiente di apprendimento dalle squisite sembianze costruttiviste il wor- kshop favorisce, come suggerisce Jonassen (1994): - la rappresentazione della naturale com- plessità del mondo reale con molteplici rap- presentazioni della realtà e molteplici pro- spettive; - il realizzarsi di pratiche riflessive pre- sentando compiti autentici e non astrazioni di principio; - la costruzione della conoscenza legata al contesto e al contenuto e non la sua ri- produzione; - la costruzione collaborativa della cono- scenza mediante la negoziazione. Propone infatti una dimensione educati- va e formativa dialogica e comunitaria, in- tersoggettiva che si apre alla ricerca, alla prova dei principi e delle ragioni, alla co- struzione di una pluralità di percorsi attra- verso una pluralità di prospettive. Riflette quindi il punto di vista che ammette la co- struzione della conoscenza come processo sociale e rimanda a tutta l’impalcatura teo- rica che approfondisce le radici sociali dello sviluppo e del funzionamento mentale uma- no, colloca l’apprendente al centro del pro- cesso formativo in cui interviene attivamen- te per mezzo dell’interazione sociale e del- la comunicazione interpersonale in un con- testo fortemente significativo: situato e di- stribuito (Bruner J., Trad. it. La ricerca del significato , Bollati Boringhieri, 1992). La mappa , l’apprendimento si assesta progressivamente come risultato di una di- mensione collettiva di interpretazione della realtà, proposta in quel determinato conte- sto, ricco di artefatti cognitivi e tecnologici di cui ognuno si serve; amplificatori cultu- rali a sostegno dello sviluppo cognitivo ca- paci di modificare il funzionamento indivi- duale in una dinamica interattiva tra indivi- dui; paradigmi culturali dai quali cala la co- struzione della realtà e del senso. Costru- zione dei significati che avviene sempre all’interno di comunità di apprendimento , che rimaneggia attraverso pratiche discorsi- ve e dialogiche, che coinvolge sistematica- mente il singolo affinché senta l’apparte- nenza al gruppo e concorra a quella ri-defi- nizione dialettica e interattiva, che negozia significati espressi dalla comunità di inter- preti. I significati di ciascuno diventano reci- procamente adattabili nell’ambito di un processo di scambio, di dialogo, di negozia- zione possibile all’interno di quella comuni- tà di pratica (Bordieu P., Trad. it. Per una teoria della pratica , Cortina, 2003. 1972) 21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 7-8 Luglio-Agosto 2018
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