Luglio-Agosto 2018

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 7-8 Luglio-Agosto 2018 20 tentativo di analizzare le minacce cui va in- contro l’umanità, determinate anche da un eccesso di pedanteria conoscitiva che affet- ta e riduce, semplifica ed esaspera, propo- ne la civilizzazione della complessità (Morin E., trad. it. Introduzione al pensiero com- plesso , Sperling & Kupfer 1993): una rivolu- zione paradigmatica consapevole dell’im- produttività del sapere parcellizzato e set- toriale a vantaggio dell’integrazione della conoscenza, che riconosca la pertinenza e la necessità di situare ogni cosa nel conte- sto e nel complesso planetario (Morin E., trad. it. I sette saperi necessari all’educa- zione del futuro , Raffaello Cortina Editore 2001), che renda evidenti il ruolo del con- testo per il reclutamento del significato, l’interdipendenza tra le parti per il ricono- scimento inevitabile della multidimensio- nalità della lettura e della comprensione del dato, che giustifica un metodo che pos- sa articolare ciò che è collegato e collega- re ciò che è disgiunto (Morin E., 1993) con la saggia certezza che il dubbio è vita, che nel dubbio interviene l’ escalation della saggezza incerta. Preponderanti nell’impostazione del- l’educazione al pensiero complesso il princi- pio dialogico, che rispetta la dualità ma l’avvolge nell’unità come caratterizzazione appunto non riduzionista; il principio ricor- sivo per cui prodotti ed effetti sono allo stesso tempo produttori e cause di ciò che li produce, quindi rispettosi dei legami e delle interazioni; il principio dell’ologramma: la parte è nel tutto, ma il tutto è nella parte, esegetica conclusione dell’essenza dell’eti- ca della complessità. Quali orizzonti l’avvento dell’era planetaria richiede ai sistemi educativi e formativi? Proporre e sostenere stra- tegie di comprensione, assumere la sfida della complessità: è compito ca- pitale dell’educazione armare ciascu- no nel combattimento vitale per la lu- cidità (Morin E., 2001) risvegliando la curiosità che tende generalmente a comprimere, favorendo la capacità della mente di porre e risolvere pro- blemi, contestualizzando i saperi, ri- conoscendo la radicale realtà del no- stro essere cittadini della Terra. È necessario e ormai improcrastina- bile, quindi un cambio di prospettiva che ponga al centro lo studente, i suoi traguardi formativi, le sue attitudini e le sue preistorie culturali e… per quanto limitati possano appari- re i poteri del sistema educativo esi- stente … sopravvivono in esso poteri trasformativi per annoverarlo tra i fattori più promettenti di tale rivoluzione (Bau- man Z., Conversazioni sull’educazione , Erikson 2012). Un sistema formativo che inverta le prio- rità e le finalità che la società solida indivi- duava nella trasmissione di conoscenze e nel consolidamento di schemi rigidi, nella didattica standard di lezione frontale, stu- dio individuale, interrogazione ed esame e riconosca l’attualità storica e sociale per promuovere una struttura che connette (Bateson G., Mente e Natura, un’unità ne- cessaria, Adelphi 1984), una metastruttura dinamica composta da relazioni finanche di terzo ordine che danno senso e significato ai processi e agli esiti, antitetica ad una lo- gica deduttiva, lineare, atemporale. Una struttura che triangola efficacemente tra norme, contesti, attori; che lascia spazio a quel più ampio sapere che è la colla che tiene insieme le stelle e gli anemoni di ma-

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