Luglio-Agosto 2018
17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 7-8 Luglio-Agosto 2018 procedura ‘aperta’, il che significa che la responsabilità della pubblicazione dei posti vacanti, dell’accoglimento delle candidatu- re e della relativa selezione è decentrata e demandata al soggetto che, in pratica, as- sume il capo di istituto: la scuola o, a volte, la scuola insieme all’autorità locale. Il coinvolgimento diretto della scuola nella selezione del proprio capo di istituto può avvenire anche laddove il reclutamento si svolge tramite concorso pubblico. È que- sto il caso della Spagna che, fra gli 11 paesi che adottano questa procedura di selezio- ne, affida comunque alla scuola stessa il compito di selezionare il candidato più ido- neo a fronte comunque di un bando pubbli- cato dall’autorità competente. Infine, po- chissimi paesi, fra questi Ger- mania e Gre- cia, scelgono il capo di istituto da una lista di candidati. Una volta reclutato, il capo di istituto si trova co- munque ad agi- re all’interno di un sistema di gestione che varia nei diver- si paesi, pur potendosi ricondurre a tre ti- pologie principali. Nella maggior parte dei paesi, infatti, la gestione della scuola è condivisa da un gruppo riconosciuto formalmente, il che si- gnifica che svolge la propria attività con la collaborazione di uno o più vice, o di assi- stenti amministrativi in numero variabile a seconda della grandezza e complessità della scuola. In alcuni casi, al- la gestione della scuola partecipano anche docenti, genitori e stu- denti. In Porto- gallo, ad esem- pio, il consiglio generale della scuola, oltre a definire le re- gole dell’isti- tuto e avere un forte potere strategico, elegge e può licenziare il capo di istituto. In una decina di paesi, i gruppi di gestio- ne esistono ma non sono formalmente rico- nosciuti e hanno compiti specifici per un tempo limitato. Dove, invece, c’è una forte decentralizzazione, spesso è lo stesso capo di istituto che attribuisce i compiti di ge- stione. Figura 2: Princiapli metodi di reclutamento dei capi di istituto dall’istruzione pre-primaria all’istru- zione secondaria superiore (ISCED 0, 1, 2 e 3), 2011/12 Figura 3: forme di leadership distribuita promosse dall’autorità educativa superiore dall’istruzione pre-primaria all’istruzione secondaria superiore (ISCED 0, 1, 2 e 3), 2011/12
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