Luglio-Agosto 2017
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2017 38 Questa concezione salda fortemente i percorsi in alternanza con la didattica curri- colare proprio perché richiede la declina- zione in termini di prestazioni osservabili in aula, in laboratorio e in azienda. La legge 107/2015: cosa è e cosa vuol dire l’obbligatorietà L’innovazione fondamentale introdotta dalla legge 107 è sicuramente quella del- l’obbligatorietà, con una differente durata complessiva rispetto agli ordinamenti degli istituti tecnici, professionali e dei licei. Di conseguenza, è stata precisata la possibilità di stipulare convenzioni per lo svolgimento di percorsi in alternanza anche con gli ordi- ni professionali e con enti che svolgono atti- vità afferenti al patrimonio artistico, cultu- rale e ambientale o con enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. Altri aspetti significativi sono: a) la possibilità di realizzare le attività di alternanza durante la sospensione delle attività didattiche e all’estero, nonché con la modalità dell’impresa formativa simulata; b) l’affidamento al Dirigente scolastico del compito di stendere una valutazione fi- nale sulle strutture convenzionate; c) la possibilità (purtroppo spesso ancora teorica) di utilizzare risorse dell’organico potenziato per l’organizzazione, il moni- toraggio, la valutazione dei percorsi in alternanza; d) l’aumento dei fondi messi a disposizione delle scuole, calcolate in funzione del numero degli iscritti; e) la costituzione, per il momento più for- male che sostanziale, presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura del registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro, in cui sono vi- sibili le imprese e gli enti pubblici e pri- vati disponibili ad accogliere studenti per percorsi di alternanza (quanti giovani e per quali periodi). Sappiamo che è proprio l’obbligatorietà che ha suscitato molte reazioni negative, soprattutto nell’ambito delle scuole (in pri- mis i licei) che non avevano sperimentato neppure parzialmente i percorsi previsti dal Dlgs.77. Mi permetto di chiarire subito, di fronte ad alcune osservazioni un po’ super- ficiali, che la legge chiarisce che il numero di ore previste non va riferito solo all’effet- tiva permanenza in azienda, ma comprende tutte le attività di preparazione, di monito- raggio, riflessione e di reporting . Ma soprattutto, senza sottovalutare le difficoltà, che proverò ad esaminare più avanti, esprimo la mia convinzione che «ob- bligatorietà» significa essenzialmente riaf- fermare il carattere curricolare e non ag- giuntivo delle esperienze di scuola-lavoro. Se sono corrette le riflessioni appena svolte sul tipo di cultura non trasmissiva che noi oggi abbiamo il dovere di costruire e sul- l’essenzialità dei rapporti con il territorio, le esperienze di raccordo con il mondo del lavoro – di cui il tirocinio aziendale è una forma, ma non la sola – sono obbligatorie così come tutte le altre parti del curricolo nazionale, discipline incluse. Per questo tali esperienze debbono esse- re incluse nel Piano dell’Offerta Formativa - ossia nel «documento fondamentale costi- tutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche e che esplicita la progettazione curricolare ed extracurri- colare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia» (art. 3 DPR 275/1999) ed anzi lo caratterizzano sul piano metodologi- co, poiché la loro progettazione - nelle mo- dalità scelte e giustificate - esplicita le competenze richieste dal profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi e fornisce elementi per l’orientamento. Per questo il Piano dell’Offerta Formati- va, che è divenuto Triennale e quindi garan- tisce un più ampio respiro progettuale, de- ve porre e provare a rispondere ad alcune questioni tra cui: - Quali caratteristiche presenta il mondo del lavoro e delle istituzioni sul territorio? Che tipo di rapporti esiste con la scuola? - Come si sviluppa l’orientamento dei giova- ni verso il mercato del lavoro e/o verso il proseguimento degli studi? - Quali specifiche forme di alternanza sono state scelte tra quelle previste dalla leg- ge? Per quali ragioni? - Quali criteri sono stati adottati per la
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