Luglio-Agosto 2017

37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2017 gazzi. Così la legge 53 nella sua parte mi- gliore chiedeva alla scuola esattamente di assumersi la responsabilità di trovare i ne- cessari rapporti con i diversi soggetti che operano sul territorio, formulando un pro- getto capace di garantire al tempo stesso un apprendimento significativo e l’acquisi- zione di competenze «spendibili sul merca- to del lavoro». Questo vuol dire avere una concezione «ancillare» della cultura, dedita esclusiva- mente a creare forza-lavoro e magari anche a fornirla gratuitamente con i ragazzi che vanno in stage? Qualcuno lo pensa e (non nascondiamocelo) qualche miope impresa questo vorrebbe. Ma se guardiamo con at- tenzione alle riflessioni delle associazioni imprenditoriali, troviamo delle affinità di linguaggio con la ricerca formativa che la scuola può e deve cogliere, in quanto coe- rente con i propri obiettivi: • La richiesta di specializzazione professio- nale non significa volere una preparazione troppo specifica, perché la specializzazio- ne prende valore quando si accompagna ad una qualificazione più ricca e articola- ta. • I profili specializzati non sono costituiti da poche competenze molto approfondite, ma presuppongono sempre la padronanza dell’intero processo produttivo, del con- testo in cui si lavora, e di conoscenze me- todologiche di base. • L’azienda non considera «specialista» chi svolge bene un particolare compito ma chi dà un apporto specializzato all’intero processo produttivo. • Inoltre, le competenze «comuni» (che si identificano con quelle di cittadinanza il cui sviluppo è una precisa priorità delle politiche europee dell’istruzione) hanno ampio spazio nelle indicazioni delle im- prese, che sottolineano il bisogno di ope- ratori capaci di cogliere i sempre più rapi- di bisogni di innovazione. Naturalmente, dire questo non significa affatto che tutte le richieste di tutte le im- prese sono utili e positive, poiché certo non tutte si sono adeguate alla drastica trasfor- mazione intervenuta negli ultimi anni nel si- stema produttivo, che sottolinea il valore dei ruoli di controllo e di gestione anche nelle mansioni esecutive. Il ruolo della scuola sta proprio nella capacità di discutere e proget- tare le modalità e gli strumenti del rapporto, mettendo in relazione i bisogni del territorio con le competenze proprie del profilo profes- sionale di un certo indirizzo. E questo ci rimanda a un altro aspetto decisivo, quello dell’idea che noi abbiamo del sistema formativo. Se lo consideriamo come presidio periferico di un’organizzazio- ne centralizzata, che ha come compito fon- damentale la trasmissione del patrimonio culturale ereditato nei secoli, è evidente che lo spazio attorno a noi ha un’importan- za molto relativa. Se noi invece pensiamo che fare cultura vuol dire non solo conosce- re quel patrimonio, ma utilizzarlo per co- struire risposte alle domande di oggi, allora la nostra responsabilità, ossia la nostra ca- pacità di giustificare e valutare le scelte, la dimensione del confronto con il mondo rea- le diventa essenziale. È per questa ragione che negli artt. 1 e 5 del D.Lgs. 77/2005, attuativo della legge 53, si esplicita: - I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la re- sponsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite conven- zioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza. - I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro fanno parte integran- te dei percorsi formativi personalizzati, volti alla realizzazione del profilo educa- tivo, culturale e professionale del corso di studi. Per necessaria completezza di ragiona- mento, occorre ricordare che i regolamenti di riordino del II ciclo e le successive linee- guida, seppure in maniera a volte ridondan- te (nei tecnici e nei professionali) o ridutti- va (nei licei) hanno contribuito alla defini- zione delle competenze in uscita e alla sot- tolineatura delle discipline di studio come elementi concorrenti all’acquisizione delle competenze previste dall’indirizzo scolasti- co, intese come «comprovata capacità di utilizzare, in situazioni di lavoro, di studio o nello sviluppo professionale e personale, un insieme strutturato di conoscenze e di abilità tecniche, personali e relazionali.

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