Luglio-Agosto 2017

alle attività di formazione continua negli ul- timi dodici anni. Per l’Italia la percentuale è del 75%, per l’UE è dell’85%. Tuttavia, la lettura in dettaglio, riportata nella figura 1, permette di rilevare un maggior interesse degli insegnanti in Italia per attività forma- tive rivolte a persone con bisogni specifici, ad ambienti multiculturali, alle competenze digitali. Dati questi ultimi che mostrano il primato del pedagogico con la tenuta di va- lore della formazione per i docenti, nono- stante le insoddisfazioni a livello politico. Non vanno trascurati i fattori che incido- no sulla caduta di prestigio della professio- ne, come la progressione di carriera basata sull’anzianità e sulla debolezza retributiva. Un docente in Italia arriva al massimo della retribuzione dopo 35 anni di servizio, men- tre nella media dei Paesi OCSE arriva dopo 25 anni di servizio. La constatazione della bassa attrazione per la carriera docente a causa della scarsa retribuzione, la compara- zione con altre professioni che richiedono meno tempo di preparazione e meno impe- gno per la progressione nei ruoli, a fronte di un maggiore compenso, generano livelli tal- volta intollerabili di insoddisfazione nella professione. Si torna quindi a parlare di scarso prestigio sociale del docente, rileva- to anche nelle indagini italiane nazionali (6), riscontrate a livello locale (7) e a livel- lo comparativo europeo (8). 6. Conclusioni Il Profilo educativo, culturale e profes- sionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni) descritto nell’ Allegato D sembra potersi ben interse- care con gli strumenti strategici del monito- raggio europeo, incentivando un maggiore impegno a superare le zone d’ombra della formazione docente. 23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2017 care l’insegnamento, mentre indirettamen- te si chiede che sappiamo orientare e per- sonalizzare l’offerta educativa in un proces- so continuo di crescita e di sviluppo profes- sionale (5). Circa la modernizzazione dell’istruzione scolastica i riferimenti all’indagine interna- zionale TALIS dell’OCSE su insegnamento e apprendimento (2013) emerge che gli inse- gnanti in Italia adottano la modalità di asse- gnare compiti diversi agli studenti tenendo conto delle esigenze individuali, in misura maggiore (58%) rispetto alla media del- l’Unione europea (46%). Una certa somi- glianza di ravvede tra Italia e media UE cir- ca l’uso delle tecnologie dell’informazione della comunicazione (TIC), sia nei progetti di classe che nelle attività di formazione. La nota dolente rilevata dall’OCSE 2014 è quella della partecipazione degli insegnanti (5) Cfr. European Commission, Relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione. Italia, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2015, pp. 14-15. (6) Cfr. Chistolini S., Coscienza di sé e rappresentazione sociale del docente , in L. Corradini (a cura di), Inse- gnare perché? Orientamenti, motivazioni, valori di una professione difficile , Roma, Armando, 2004, pp. 117- 137. (7) Cfr. Chistolini S., Pedagogia e società. Docenti a confronto tra valutazione di ruolo e prestigio sociale , in «La Scuola e l’Uomo», anno LXIII, n. 11, novembre, 2006, pp. 271-272. (8) Cfr. Chistolini S., Citizenship education and secondary schools in Europe. Comparative study in Cyprus, Ger- many, Italy, Portugal, Romania , Saarbrücken, LAP LAMBERT Academic Publishing, 2014.

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