Luglio-Agosto 2017

vacy e con il timore di discriminare, l’una da tenere bene a mente e il secon- do da evitare a tutti i costi, non viene rilasciato nessun kit , nessun tool box per lo studente e nessun messaggio per gli in- segnanti della classe successiva. 5) La scrittura del profilo è utile allo stu- dente che potrebbe ricevere un feedback su se stesso, potrebbe vedersi allo spec- chio, potrebbe, riconoscersi, o meno, in quella carta di identità disciplinare, cul- turale, professionale. Si tratta di risposte correlate al ruolo do- cente tout court e quindi risposte, potremmo anche dire retoriche o addirittura demagogi- che che non aiutano a progredire nella de- scrizione e nella esplicazione di quanto sta accadendo nella scuola italiana in tema di formazione obbligatoria del docente alla co- struzione del profilo dello studente. Per quanto si comprende, dati alla mano, desunti dalle esperienze di diversi insegnanti, il profilo dello studente si costruisce nel- l’arco di tutto il tempo a disposizione, dal- l’ingresso nella scuola elementare al termine del primo ciclo di istruzione. Di conseguenza, tenute presenti le numerose variabili di per- corso, risulta pressoché impossibile restituire un identikit di profilo alla fine del cammino e la logica pratica vuole che ci si riferisca di fatto alla resa finale. Impossibile raffrontare la partenza con l’arrivo, impossibile conser- vare la biografia scolastica dello studente, impossibile fotografare, anche virtualmente, i momenti salienti della avvenuta crescita. Non esiste un record longitudinale. Al mas- simo si dispone della memoria dell’ultimo anno di scuola. 3. Elementi di comparazione nell’Unione europea La relazione comparativa del 2015 rila- sciata dall’Unione europea registra un gene- rale miglioramento del sistema italiano di educazione e formazione per il periodo 2011-2014. Tuttavia, restano i punti critici dati: dal- la dispersione scolastica; dalla difformità dei valori percentuali a livello regionale, con punte ottime al Nord e di grande soffe- renza al Sud, per i risultati conseguiti in matematica; dalla debolezza dell’istruzione terziaria; dell’educazione permanente e della qualificazione professionale; dell’in- vestimento del Governo in spesa di istruzio- ne (cfr. figure 1 e 2). Nella ricognizione europea si sottolineano 21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2017 Giovani che abbandonano prematuramente gli studi o la formazione Giovani che conseguono un di- ploma d’istruzione terziaria Tasso di occupazione dei neodiplomati Partecipazione degli adulti all’apprendimento permanente Istruzione e assistenza della prima infanzia Risultati insufficienti nella lettura Risultati insufficienti in matematica Risultati insufficienti nelle scienze Fig. 2 – Posizione in relazione ai risultati migliori (anello esterno) e a quelli peggiori (centro) Legenda: area azzurra Italia; linea blu Obiettivo UE; linea celeste Media UE Fonte: elaborazione da calcoli della DG Istruzione e cultura basati sui dati Eurostat (IFL 2004 e UOE 2013) e OCSE (PISA 2012, TALIS 2013), tutti i punteggi sono posizionati tra un massimo (i punteggi più alti sono lungo l’anello esterno) e un minimo (i punteggi più bassi sono al centro della figura), in European Commission, Relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione. Italia, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2015, p. 2

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