Luglio-Agosto 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2017 18 Sulle «attività di coordinamento» è più facile individuare emergenze empiriche da valutare, in quanto fanno parte della tradi- zione organizzativa; si nota poi l’interesse attribuito al versante innovativo e della ri- cerca, anche se manca di originalità perché aderente alle iniziative proposte dall’alto, ancorché munite di apposite risorse finan- ziarie. L’area sulla quale si nota ancora incer- tezza è quella relativa alla qualità dell’inse- gnamento, principale obiettivo del predetto concorso per merito distinto, che viene su- bito affrontata sul piano giuridico, come as- senza di provvedimenti disciplinari, assidui- tà ai propri compiti; la premialità scatta quando viene superata la soglia della «dili- genza tecnica» di cui tratta il codice civile. Se da una parte si rivendicano le prerogati- ve del dirigente scolastico nella distribuzio- ne dei bonus, come peraltro prevede la nor- ma, dall’altra si nota come non si vogliano interrompere certe prassi in uso nelle scuo- le, a cominciare dal sottoporre in via uffi- ciosa i criteri al collegio dei docenti, che è stato rivalutato per la scelta dei docenti, prima attribuita ai dirigenti scolastici, alla valutazione del team , alla somministrazione di questionari sulla qualità percepita da stu- denti, genitori e docenti, alla divisione ex aequo della cifra a parità di punteggio, al fatto che non si tratta di una valutazione della persona ma della ricaduta dell’azione di ciascuno sulla comunità scolastica. Dimmi che criteri adotti e ti dirò chi sei: dai requisiti di premialità dei docenti esce il profilo della scuola e la concezione della relativa governance . C’è chi propone il mi- glioramento a partire dai risultati degli al- lievi (prove INVALSI, rivisitazione del siste- ma di valutazione, valorizzazione dell’ec- cellenza, ecc.), c’è chi si basa sulla organiz- zazione-comunicazione interna ed esterna, con il supporto delle tecnologie, mettendo tra i premi anche funzioni in precedenza re- tribuite con finanziamenti ad hoc ed ora scomparsi, ed infine c’è chi lavora sulla di- dattica, sulla partecipazione alla ricerca ed alla formazione degli operatori. Tre tendenze che potranno essere mag- giormente evidenziate attraverso l’erogazio- ne dei predetti compensi e colorare diversa- mente l’autonomia se sarà rafforzata, oppure il tutto finirà nella solita procedura burocra- tica che si riempirà sempre più di carte, evo- cando i famigerati «gradoni» che dovevano incentivare la formazione. Vedremo se il bo- nus ad una parte dei docenti sarà un’occasio- ne per rendere più competitive le scuole e migliorare la qualità del sistema. È quest’ul- timo obiettivo in definitiva che motiva la complessa manovra, altrimenti saremmo di fronte ad un’azione propagandistica. Com’è andata la prima somministrazio- ne? Ce ne sarà un’altra? Allo stesso modo in cui la ripresa della contrattazione da parte della Ministra Fedeli ha svuotato le compe- tenze dei dirigenti in tema di mobilità, ci si dovrà aspettare un cambiamento di rotta, se ci saranno i soldi. Il MIUR aveva avviato diversi monitoraggi di cui si sono avute noti- zie solo per quanto riguarda gli adempimen- ti organizzativi, poi più nulla. Eventuali approfondimenti sugli aspetti qualitativi dovranno attendere la fine del contenzioso ancora in corso, anche per il conferimento di tutte le risorse. Rimangono tuttora i due opposti punti di vista: una va- lutazione dei docenti con modalità competi- tive e premiali e un’incentivazione basata sulle buone pratiche e sul lavoro in team . Sul chi valuta anche qui comportamenti differenti, in attesa delle linee guida mini- steriali? Autovalutazione dei docenti su se stessi e sulla qualità ed efficacia della pro- pria azione, intervento diretto del capo di istituto, questionario reputazionale da par- te di genitori e studenti, ma anche da testi- moni privilegiati del territorio; valutazione tra pari. Cosa ricercare? Qualità del lavoro d’aula, carisma, empatia, tutti indicatori sui quali mancano, come si è detto, evidenze empiri- che attendibili, così come viene molto con- testato, ormai anche dalle ricerche interna- zionali, inglobare nei risultati degli allievi quelli dei docenti. Al dirigente viene poi at- tribuito un conflitto di interessi come fa- cente parte del comitato di valutazione e titolare di un punteggio aggiuntivo. Il punto dolente riguarda l’ineliminabile per ora margine di apprezzamento soggetti- vo e olistico di una prestazione complessa. Alla prossima puntata.

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