Luglio-Agosto-2016
7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016 S p i r i t u a l i t à ma non avessi la carità, sarei nient’altro che un bronzo che suona, o un cembalo che squilla. E se avessi il dono della profezia, e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e se avessi tutta la fede, sì da trasportar le montagne, e poi fossi privo della carità, io sarei un bel niente» (I Cor. XIII, 1-2). La Scuola e l’Uomo, Anno X N. 2 febb. 1953 * * * «Fratres: estote imitatores Dei, sicut filii carissimi; et ambulate in dilectione, sicut et Christus dilexit nos, et tradidit semetipsum pro nobis oblationem et ostia Deo in odorem suavitatis» (Ad. Ephes., V, I-2). La nostra vita individuale, sociale e stori- ca deve essere un itinerario di amore, un perenne progressivo cammino verso il pos- sesso di Dio in noi e negli altri, mediante un processo sempre più profondo e intimo di imitazione di Dio. Ma come riuscire ad imi- tare Dio, essere infinito ed eterno, che su- pera ogni nostra comprensione, ci abbaglia con la sua luce assoluta, ci incute riverenza e timore con la sua maestà e perfezione? Noi siamo troppo immersi nel contingente e nel tempo, nel sensibile e nell’imperfetto; siamo troppo legati alla schiavitù dell’egoi- smo, dell’istinto, delle situazioni fisiche, biologiche, psicologiche, sociali e storiche! È vero che Dio continuamente ci chiama a sè con l’evidenza della verità, con l’impera- tivo categorico della nostra coscienza, con la sua perenne provvidenza; ma co- me possiamo noi da soli corrispondere pienamente all’invito del Padre, noi che lo abbiamo abbandonato come il figliuol prodigo, che abbiamo peccato contro di Lui e verso i fratelli? Ma il Padre non ha abbandonato l’uomo e nel Suo infinito Amore ha mandato agli uomini il Suo stesso Figlio, il suo Verbo, l’Immagine consostanziale di Sé: «Et Verbum caro factum est et habitavit in nobis» (Joa, I, 14). La verità divina si è fatta umana, l’amore eterno si è fatto sensibile, la perfezione assoluta si è fatta proporzio- nata alla nostra debolezza. E in questo modo, imitando Gesù, con la stessa forza soprannaturale che Egli ci ha meritato sacrificandosi sulla Croce, noi possiamo camminare nel- l’amore, divenire con Lui «oblatio et hostia Deo» partecipare al Suo Sacerdo- zio salvifico (S. Tommaso, Summa The- ol., 3, q. 63, a. 3), ed attuare sempre più in noi e negli altri l’imitazione di Dio «sicut filii carissimi». Sant’Agostino così scrive: «Ma se Dio ap- plica in tutti i modi la medicina alle anime dispensandola secondo le opportunità dei tempi già stabiliti nella sua ammirabile sag- gezza, in nessuna maniera ha provveduto con maggiore bontà alla salute dell’uomo come quando la stessa Sapienza di Dio, os- sia il Figlio unico e coeterno al Padre, si è degnata di assumere la natura intera del- l’uomo, e «il Verbo si è fatto carne ed ha abitato in mezzo a noi». Così ha mostrato
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