Luglio-Agosto-2016

5 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016 COLLABORATORI DI DIO L a prima e fondamentale collaborazione fra Dio e la persona umana è in ordine al perfezionamento supremo della stessa persona, la quale, mentre raggiunge la pienezza cosciente dell’essere, dà a Dio quella gloria formale, che è il fine ultimo di tutta la creazione. Questa collaborazione si attua nell’inti- mo della nostra vita spirituale. Che cosa è infatti la nostra vita spirituale se non un pe- renne, sempre più vivo e profondo, collo- quio fra noi e Dio; se non una perenne rive- lazione di Dio nella nostra interiorità a cui perennemente rispondiamo, generosamente superando quello che siamo procedendo sul- la linea dell’invito divino a ciò che dobbia- mo essere, sicuri che alla nostra risposta se- guirà sempre un invito ancora più grande, una rivelazione ancora più luminosa, una donazione ancora più inebriante? La persona umana dice essenzialmente amore di amicizia verso di Dio; e solo at- tuando pienamente questa amicizia natura- le essa può attuare la sua perfezione: che cosa è infatti la nostra suprema perfezione, se non il cosciente possesso di Dio stesso, pienamente svelantesi nella no- stra interiorità? Dio si rivela a noi nell’aneli- to insaziabile del nostro cuore verso l’infinito, nella sete ine- stinguibile di verità, bellezza, bontà e giustizia, ma soprattut- to nel desiderio ineffabile di un amore, che vuole appropriarsi di valori sempre più grandi e cerca appassionatamente il va- lore a cui donarsi pienamente e da cui essere totalmente ricam- biato con non minore integrale donazione. «Domine, fecisti nos ad Te: et inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te!» (S. Agostino, Conf, I, 1). Dio si rivela a noi nella luce naturale del- la nostra ragione. La Verità stessa divina, il Logos o Verbo eterno, è presente nella no- stra interiorità razionale, diventa la luce stessa vitale immanente nella nostra idea, che ci impegna con la sua forza ad agire, a vivere il valore che ci presenta: «Omnia per ipsum facta sunt: et sine ipso factum, est nihil quod factum est. In ipso vita erat, et vita erat lux hominum: et lux in tenebri lu- cet, et tenebrae eam non comprehende- runt» (Vang. S. Giovanni, I, 3-5). Terribile è questo potere delle tenebre di respingere la luce; terribile è il potere della persona libera di respingere la luce del Ver- bo divino, che ci illumina interiormente per essere la nostra vita! L’Apostolo ci ammonisce di operare la nostra salvezza con timore e tremore. Il Si- gnore ci insegna ad essere vigilanti come le vergini prudenti, con le lampade accese e ben rifornite di olio, sempre pronte ad ac- cogliere lo sposo, per entrare nel convito del suo eterno amore. S p i r i t u a l i t à don Tullio Piacentini, Consulente Ecclesiastico nazionale nel 1953

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