Luglio-Agosto-2016

che al pieno sviluppo della persona e alla partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese… Cittadinanza è parola che gode di note- vole prestigio, sul piano nazionale e inter- nazionale: come autonomia, professionali- tà, competenza. Si tratta di termini che hanno circolazione in ambienti sociali e po- litici diversi, anche contrapposti: termini che sono sufficientemente «freddi», «lai- ci», «interculturali», e nello stesso tempo confinano con problematiche «calde». Sono come le zone vulcaniche: tutti ci possono camminare sopra, ma sotto c’è magma in- candescente. Cittadinanza è parola che in- clude, che indica appartenenza, diritti, possibilità di partecipare, ma se un poco si va in profondità si vede che presuppone condizioni, che esclude chi non abbia o non sappia procurarsi queste condizioni. L’eti- mologia della parola aiuta a capire di che cosa si tratta: viene da civis, che vuol dire residente, accasato, che ha stabile dimora in un paese: è sinonimo di incola o inquili- nus, abitante, in contrapposizione a pere- grinus, nomas, vagus, sine tecto ac sedes: dunque il rapporto stabile col territorio è ciò che costituisce la condizione originaria del cittadino: un bene posizionale, da cui dipendono altri beni, più o meno pregevoli, in rapporto a quanto abbia saputo fare la civitas a beneficio dei suoi abitanti». Questi i temi congressuali portanti. Ma riteniamo di non doverli dibattere solo con docenti, dirigenti, politici, vogliamo ascol- tare anche la voce dei genitori, degli alun- ni, della Chiesa, delle massime autorità del- la nostra Repubblica. Così come non vogliamo entrare nel me- rito della riforma costituzionale dei nostri giorni, sono questioni squisitamente politi- che che riguardano il bicameralismo parita- rio che regolarmente torna ad affacciarsi e a far discutere. Già nel 1951 Giuseppe Dos- setti fece un appello per superare l’eccessi- vo garantismo di un «bicameralismo inte- grale», poi nel 1983 nacque una commissio- ne bicamerale per le riforme costituzionali, e ancora va ricordato il progetto di revisio- ne costituzionale del 2005-2006 approvato dal Parlamento ma poi bocciato dal referen- dum del giugno 2006, le innumerevoli di- scussioni del 2010 sulla formazione di un’as- semblea costituente, il comitato parlamen- tare per le riforme costituzionali del 2013 svanito nel nulla in seguito a vivaci proteste delle opposizioni, fino ad oggi con l’appro- vazione della nuova legge elettorale l’Itali- cum e la riforma costituzionale sfociata nel prossimo referendum confermativo. Le ragioni per i «SI» o per i «NO» sono le- gittime entrambi. Gli Italiani sapranno scegliere il meglio. Comunque gli Italiani decidano, i valori sanciti dalla nostra Costituzione non saran- no toccati, rimarranno immutati nel tempo. Essa, come dice il Presidente Emerito Lu- ciano Corradini, non è un « caput mortuum dell’archeologia della Repubblica, ma una sorta di mappa del tesoro, che consente di comprendere dove abbiamo smarrito la strada della ricostruzione postbellica e del- lo sviluppo democratico del Paese. Su que- sta base si potranno trovare ragioni e modi per contrastare, anche sul piano della cul- tura e della vita scolastica, la povertà di ri- sorse politiche, economiche, sociali, etiche e culturali che da anni affliggono con parti- colare asprezza la nostra società (5) ». Non possiamo non ricordare ciò che in questi nostri giorni accade nel mondo. Nel- l’ultimo mese abbiamo assistito ad un cre- scendo di avvenimenti e sciagure. Quasi un mese fa in Inghilterra il referendum e la con- seguente uscita dall’Unione Europea. Negli Stati Uniti d’America l’acuirsi dell’odio raz- ziale: è disumano vedere un poliziotto che spara ad un uomo di colore disarmato oppure uomini di colore che fanno attentati per ucci- dere quanti più uomini bianchi possibile! E ancora la strage di Nizza in nome della grandezza di un Dio che è matematicamen- te certo non vuole questa aberrazione né questo massacro. «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza» (6). E d i t o r i a l e (5) Luciano Corradini - La Costituzione nella scuola Ragioni e proposte (Erickson, Trento 2014). (6)Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – articolo 1 4 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016

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