Luglio-Agosto-2016

3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016 ge far comprendere che Stato e Società Ci- vile sono Bene Comune, che la promozione del senso del diritto e dell’etica sono pro- pulsori dell’affermazione dei principi e dei valori costituzionali. Il metodo non può pre- scindere da una presa di coscienza demo- cratica personale e comunitaria, dall’edu- cazione alla convivenza civile, dallo stimolo alla collaborazione in quanto cittadini attivi e responsabili, cittadini che rispettano pie- namente la Costituzione e le leggi. In merito al tema «la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: citta- dinanza e partecipazione», l’UCIIM ha già invitato i suoi soci e lettori a prendere atto del fatto che in Europa «manca una vera e propria Costituzione europea che chiarisca in maniera netta l’assetto politico (3). Non si tratta di scrivere una «Costituzione fede- rale» come quella degli Stati Uniti d’Ameri- ca, non dobbiamo sancire nessuna sovrani- tà, si tratta di mettere ordine in vari testi. Quando nel 2004 a Roma, nella sala degli Orazi e Curiazi, i capi di Stato di 25 paesi e i loro ministri degli esteri firmarono la Co- stituzione europea, l’evento ebbe tale riso- nanza da essere ripreso in eurovisione. Sa- rebbe dovuta seguire la ratifica, o parla- mentare come fu per l’Italia, o tramite re- ferendum. Il no dei referendum di Francia e Paesi Bassi ne ha fermato l’iter… Nella «Carta dei diritti fondamentali» dell’Unio- ne Europea il preambolo recita: …Consape- vole del suo patrimonio spirituale e mora- le, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della liber- tà, dell’uguaglianza e della solidarietà; es- sa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto. Pone la persona al centro della sua azione istituen- do la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. L’Unione contribuisce alla salvaguardia e allo sviluppo di questi valori comuni nel ri- spetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli d’Europa, nonché dell’identità nazionale degli Stati membri e dell’ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale…». Per riflettere su come «Educare alla citta- dinanza attiva per una convivenza civile » (4) ci può aiutare quanto scritto dal Presiden- te Luciano Corradini: «C ivilizzare » significa condurre un popolo culturalmente, social- mente ed economicamente arretrato o addi- rittura primitivo, all’acquisizione dei valori umani universalmente riconosciuti come tali, sì che possa, con adeguati mezzi tecnici, rag- giungere il proprio benessere e conservarlo mediante il retto impiego delle leggi. La civiltà, secondo la nostra interpreta- zione, non è solo un patrimonio culturale da studiare e da trasmettere, ma anche un complesso di atteggiamenti e comporta- menti da viversi con consapevolezza critica, in continuità operosa con una tradizione impegnata a combattere diverse forme di barbarie, di disumanità, di inciviltà. Non è solo patrimonio da trasmettere, ma campo da coltivare e talento da trafficare. Nel Progetto giovani del Ministero il terzo slo- gan diceva: «star bene con gli altri, nella propria cultura, in dialogo con le altre cul- ture». Dialogo fin che si può, per diventare migliori e per migliorare gli altri, anche con l’educazione reciproca… L’antica, un poco logorata, ma non sosti- tuibile parola educazione, implica un modo di prendersi cura degli altri, in particolare dei nuovi nati, in vista di una crescita com- plessiva, tanto importante quanto difficile da capire e da promuovere. Alimentare, al- levare, addestrare, informare, insegnare, istruire, socializzare, inculturare, civilizza- re, disciplinare, formare sono termini e concetti inclusi in qualche modo in questo problematico educare, che anche rapporti internazionalmente accreditati presentano come obiettivo possibile e come compito ir- rinunciabile, anche per la scuola. Una scuo- la che Comenio, vescovo patrono della pe- dagogia europea, vissuto durante la guerra dei trent’anni, definiva officina di umani- tà, dove anche i fabbri si lasciano educare… L’espressione «convivenza civile», …si rife- risce ad un complesso di dimensioni e di va- lori che hanno trovato una sintetica e felice formulazione nella Costituzione italiana, E d i t o r i a l e (3) La Scuola e l’Uomo – Anno 2014 - N. 5-6 editoriale (4) Luciano Corradini - Educazione alla convivenza civile.

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