Luglio-Agosto-2016

LA SCUOLA DIGITALE NELL’INDIRIZZO EUROPEO: LA VISIONE ITALIANA Lucia Abiuso, USR Calabria Nuove priorità nella Relazione Consiglio- Commissione su strategia ET2020 Seppure ciascun Paese Europeo è respon- sabile del proprio sistema di istruzione e formazione, la politica dell’UE sostiene tut- ti gli interventi nazionali contribuendo ad affrontare sfide comuni , quali l’invecchia- mento della popolazione, il «fabbisogno di qualifiche», lo sviluppo tecnologico e la concorrenza mondiale. Istruzione e formazione 2020 (ET 2020) è la cornice in cui si svolge la collaborazione in questo settore proprio al fine di garantire un apprendimento reciproco, una diffusione delle Buone pratiche e tutte le misure a so- stegno di riforme strategiche che mirino al- lo sviluppo socio-economico di ampio respi- ro e di natura europea. La formazione di gruppi di lavoro compo- sti da esperti nominati dagli stati membri è la modalità a procedere per definire stru- menti e orientamenti politici comuni a livel- lo europeo. Nella ridefinizione degli obietti- vi comuni ET 2020, nel 2009 ne sono stati individuati quattro sottesi a garantire mobi- lità, qualità ed efficacia dell’istruzione e formazione sulla scorta dell’equità e coe- sione sociale e cittadinanza attiva, incorag- giando creatività, innovazione e spirito im- prenditoriale. È evidente come concetti quali mobilità, qualità ed efficacia, equità e coesione so- ciale, nonché creatività e innovazione e spi- rito imprenditoriale si intreccino fra loro immancabilmente con una società che è permeata di digitale e che non può che so- stenere azioni sottese alla comprensione, utilizzo e sviluppo del mondo digitale a ser- vizio della società tutta. A livello anche oc- cupazionale, quale peraltro conseguente sviluppo del settore di istruzione e forma- zione, le conoscenze, le abilità e pertanto le competenze forniscono ai giovani gli stru- menti necessari per crescere ed influenzare il destino del mondo ampliando le prospet- tive tanto personali che della società stes- sa, ponendo le basi per una vita futura che riviva valori positivi quali l’inclusione, l’equità e l’uguaglianza. A ragion di tutto ciò qualità e pertinen- za, in ambito di istruzione e formazione, so- no fondamentali per lo sviluppo di compe- tenze laddove, infatti, si rischia che in as- senza di essi tutte le persone siano severa- mente limitate tanto nella loro realizzazio- ne personale di natura socio/professionale quanto nella sfera privata e neel’auspicato sviluppo sociale. Il miglioramento dell’occupabilità può essere garantito solo se quelle Raccomanda- zioni Europee del 2006 relativamente alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, trovano humus e vigore in tut- te le azioni atte a promuovere lo sviluppo della persona nella sua interezza. La competenza digitale, tra le otto com- petenze chiave, può tranquillamente assur- gere quale competenza trasversale a tutte, garantendo una permeabilità tra forme e li- velli di apprendimento i più svariati, inve- stendo, peraltro, anche nuovi ambiti di azio- ne proprio in linea con ulteriori sviluppi di profili professionali richiesti non per moda ma per necessità concretamente ravvisata. Nel tentativo di ridefinizione delle com- petenze digitali, si legge, infatti, come le competenze digitali di base sono le capaci- tà di utilizzare con dimestichezza e spiri- to critico le tecnologie dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comuni- cazione. Sono quindi competenze utili a tutti i cittadini per poter partecipare al- la società dell’informazione e della cono- scenza ed esercitare i diritti di cittadi- nanza digitale. 41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016

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