Luglio-Agosto-2016
27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016 ne di modelli sostenibili di mediazione tra adulti responsabili dello sviluppo bio-psico- fisico dei minori, con una continua anima- zione di tutti gli strumenti, di sensibilizza- zione e di governo, che possono essere pro- dotti dagli stessi insegnanti ed educatori, per poi diventare bene comune e patrimo- nio culturale permanente per tutta la co- munità scolastica. Le iniziative intese a contrastare i feno- meni di conflitto nella famiglia, e quindi nella scuola, è auspicabile che scelgano la via della realizzazione di interventi di pre- venzione e di mediazione, con la costruzio- ne di ambienti di apprendimento contraddi- stinti dalla ricchezza delle relazioni sociali, facendo uscire dall’isolamento e dalla mar- ginalizzazione i minori che vivono situazioni di disagio e di malessere. A tal fine risulta fondamentale permettere la partecipazione dei genitori per la formazione di relazioni umane efficaci e significative per lo svilup- po autonomo della persona. Una metodologia sperimentata fondata sulla interazione Alla metodologia del learning by doing che coniuga adeguatamente l’apprendimen- to con l’azione sperimentale sul campo, si può ben affiancare la metodologia del co- siddetto multiple interaction team educa- tion (1), ovvero dell’insegnamento-appren- dimento in vista della elaborazione di una nuova conoscenza frutto della cooperazione e della partecipazione messe in atto nella permettere a tutti di seguire con interesse l’offerta formativa della scuola. Anche gli insegnanti in formazione universitaria è op- portuno che attivino capacità di compren- sione delle situazioni familiari a rischio di esclusione degli alunni con bisogni educativi speciali (BES) e siano in grado di promuove- re azioni di corresponsabilizzazione tra i protagonisti del processo formativo: genito- ri, insegnanti, alunni. In particolare, l’espe- rienza di formazione sulla mediazione fami- liare in ambito scolastico interculturale rap- presenta una valenza imprescindibile al ben operare nella scuola avvolta da problemati- che che richiedono un modo nuovo di inten- dere e di far valere le competenze discipli- nari dei docenti. Competenze aperte al so- ciale e alla dimensione culturale da saper apprendere in considerazione dei nuovi con- testi educativi. Il disagio della famiglia evi- denziato a scuola diviene la condizione principale per incoraggiare situazioni di in- contro, dialogo, comunicazione con la pre- disposizione di momenti comuni di crescita e di corresponsabilità educativa. La mediazione tra famiglia e scuola, tra genitori e tra genitori e insegnanti, tra do- centi ed alunni vuole essere uno spazio nel quale cresce la cultura innovativa di parte- cipazione e di responsabilizzazione dei sog- getti che in un determinato ambito territo- riale concorrono alla definizione della go- vernance sociale, per sostenere la realizza- zione di un coordinamento operativo tra gli stakeholders, pubblici e privati, con la par- tecipazione attiva dei giovani alla costruzio- (1) S. C HISTOLINI , La formazione universitaria in Pedagogia secondo la metodologia dell’interazione umana inte- sa alla definizione della conoscenza condivisa , in «Rassegna CNOS», anno 31, n. 3, 2015, pp. 69-81.
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