Luglio-Agosto-2016
25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016 luzione estrema senza che si sia potuto pre- vedere il tragico epilogo. Una immagine vie- ne in mente, quasi fosse un automatismo, quella del Carpe diem, L’attimo fuggente , in originale Dead Poets Society (1989) del registra Peter Weir, interpretato magistral- mente dall’indimenticabile Robin Williams. Non è facile insegnare ai giovani ad andare oltre l’attimo fuggente anche senza rinun- ziare a quanto appassiona. Eppure, una via d’uscita va sempre cercata e possibilmente trovata. Oltre la disperazione e il fallimen- to, possiamo adoperarci per immaginare qualcosa di diverso, per vivere una esisten- za che soddisfi e dia speranza. La maieutica della mediazione La mediazione sta diventando sempre di più una strategia dell’incontro, del dialogo, affinché le porte dell’accoglienza si aprano e gli animi si dispongano alla collaborazione positiva. Per collaborare è importante rico- noscere lo stato di bisogno per partire da esso e immaginare di potercela fare, di po- ter percorrere la via d’uscita favorevole a tutti, anche se essa richiede compromessi e sofferenze. Cercare e trovare un accordo permette senz’altro di vivere meglio. Aiuta- re a trovare l’accordo è un’arte da non tra- scurare nella conflittualità che contraddi- stingue le attuali relazioni interpersonali. Accordarsi significa stabilire l’ordine di im- portanza dei fattori che intervengono nelle interazioni umane e perseguire insieme quanto condiviso. La mediazione interculturale è quindi la caratterizzazione di tutta la mediazione in- tesa nella sua generalità. Infatti, interpre- tare l’intercultura da conoscenza a scambio tra culture, tradizioni, lingue, modi di pen- sare vuol dire comprendere che ciascuno fa parte della società delle culture, al plurale, e che educare alla cittadinanza attiva signi- fica saper vivere da amici e fratelli, con so- lidarietà, non per accettare tutto, bensì per costruire insieme il nostro presente, in vista di un futuro umanisticamente fondato. Me- diare tra genitori e figli, tra insegnanti ed alunni, tra culture viventi nella scuola del quartiere vuol dire credere di poter uscire dalla crisi, vuol dire accettare la sfida del conflitto e vuol dire ridare fiducia a chi l’ha già perduta, donando empatia, comprensio- ne, dedizione con un atto di maieutica della vicinanza e dell’ascolto. In questo senso la mediazione, condotta da esperti e profes- sionisti preparati nel settore, si è visto co- me possa risultare una buona pratica di ri- costruzione delle relazioni, spesso fram- menti di solitudine e di disperazione, di po- vertà, spirituale, oltre che materiale, resi- dui di tentativi, purtroppo falliti, di amore ed amicizia. Dietro la mediazione c’è l’idea di uomo, persona dalle molteplici possibili- tà, impegnata ad educarsi continuamente per sé stessa e per il bene degli altri. Af- frontare e risolvere i conflitti con la media- zione restituisce vigore alle capacità di in- terazione interpersonale rimuovendo gli ostacoli che impediscono l’incontro e la co- munione. Una iniziativa didattico-formativa per gestire il conflitto a scuola La complessa situazione economica e so- ciale che interessa il nostro Paese e il cre- scente numero di bambini ed adolescenti con esperienza migratoria che entra nelle classi della scuola italiana, dall’infanzia alla secondaria, pongono all’attenzione degli educatori un preoccupante incremento dei fenomeni di violenza, di bullismo, di man- canza di comunicazione e di isolamento con episodi di esclusione dai processi formativi dei minori a rischio di marginalizzazione scolastica e sociale. La famiglia e la scuola vivono direttamente i problemi della tra- sformazione sociale e culturale in atto e non sempre riescono a rispondere in manie- ra puntuale e adeguata ai bisogni relaziona- li e formativi in modo da offrire ai minori contesti accoglienti, di fiducia e di arricchi- mento reciproco. La domanda di mediazione familiare, scolastica e interculturale nasce dagli adul- ti, preoccupati del diffondersi della violen- za nelle scuole e dalle difficoltà nel gestire i problemi disciplinari. La scuola appare co- me un sistema in continua trasformazione che cambia in relazione alle necessità poli- tiche, economiche e sociali presenti nella società in cui è inserita. Ma la scuola è an-
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