Luglio-Agosto-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016 24 LAMEDIAZIONE FAMILIARE IN AMBITO SCOLASTICO INTERCULTURALE. QUALE ITINERARIO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVATRA FAMIGLIA E SCUOLA Sandra Chistolini, Università degli Studi «Roma Tre» Oltre l’attimo fuggente creiamo una rete di solidarietà ed umanità La riflessione che propongo si avvale del- la mia recente esperienza come giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Roma , come membro attivo nella Asso- ciazione europea Sezione italiana del Grou- pement Européen des Magistrats pour la Médiation, G.E.M.M.E ., come tutore volon- tario di Roma Capitale, come esperto in col- laborazione con l’ Associazione Tribunale di Pace. Esperti della comunicazione e della gestione dei conflitti . In particolare, GEM- ME vuole essere una una catena di solidarie- tà e di umanità che attraversa le frontiere per creare il pensiero positivo in grado di superare le avversità e le malattie. Dal pun- to di vista accademico, prosegue la ricerca scientifica intorno alla cittadinanza attiva da esercitare con una attenta educazione alla risoluzione del conflitto socio-cultura- le. Il contatto con situazioni di vita che met- tono in crisi non solo lo sviluppo integrale della persona del minore, ma che minano la stessa ideazione di un progetto formativo nel quale il ragazzo e la ragazza siano pro- tagonisti responsabili, in autonomia e con- sapevolezza di sé, rende ancor più coscienti della necessità di offrire alternative valide ai conflitti generati in ambito familiare, poi estesi nella scuola, e vi- ceversa. Le relazioni problematiche, il non contenimento dell’in- successo, la ricerca di risorse per aiutare, e non per punire, emergo- no dovunque con una esplosione, talvolta ina- spettata, rispetto a quanto l’apparenza po- trebbe condurre a per- cepire e a credere. La stampa riporta con sorprendente ricorrenza eventi nei quali si legge di giovani adolescenti che si sono fatti del male, fino addirittura ad arrivare al suici- dio. Giovani adolescenti che con un bigliet- to di spiegazione lasciato alla famiglia co- municano il proprio disagio esistenziale, forse mascherato con abilità o, forse, non percepito giustamente da mamma, papà, insegnanti, compagni di scuola, amici pros- simi. Troppo spesso il minore ricorre alla so-
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