Luglio-Agosto-2016

vestimenti massicci e costanti nella ricer- ca scientifica per produrre con continuità nuovi brevetti. Dai brevetti nascono infatti nuovi prodotti , che per qualche anno gli al- tri Paesi non riescono ad imitare , e quindi , oltre a creare nuova occupazione , possono essere venduti in tutto il mondo realizzando forti utili di monopolio , rendendo così possi- bile ai governi un consistente prelievo fisca- le che consente la difesa della spesa pubbli- ca e dello Stato sociale ; oppure i brevetti creano nuovi metodi produttivi che riduco- no i costi di produzione , con gli stessi bene- fici . Ma gli investimenti nella ricerca scien- tifica non offrono risultati immediatamen- te spendibili nella propaganda elettorale , mentre costringono a ridurre altre voci del- la spesa pubblica che invece incidono sul consenso , e ciò spiega perché pochi Paesi (tra questi soprattutto la Germania) hanno applicato questo rimedio , e quindi soffrono meno le conseguenze della crisi economica mondiale . In molti Paesi , tra i quali l’Italia , a parti- re dagli anni ’80 si è utilizzato il debito per evitare di ridurre la spesa pubblica, e quindi mantenere il tenore di vita rag- giunto , dimenticando che l’indebitamento di uno Stato è giustificato soltanto se , di- rettamente o indirettamente , crea nuova ricchezza , che servirà a ripagarlo ; se invece viene utilizzato per mantenere un livello di consumi individuali e sociali non più soste- nibile , hanno ragione quei commentatori che lo definiscono un crimine a danno del- le successive genera- zioni , che quel debito dovranno comunque pagarlo pur non aven- done goduto . 3.3.1-I sacrifici imposti ai cittadini europei dalla globa- lizzazione: un con- fronto con il resto del mondo Relativamente ai sacrifici imposti agli europei dalla globaliz- zazione, è opportuno ricordare alcune cifre . Ci sono soprattutto due numeri che nessuno , ma proprio nessu- no , si cura mai di citare : diverse ricerche , prive del crisma dell’ufficialità ma tra loro convergenti , stimano che gli europei pro- ducano tra il 20 e il 25 per cento del Pil mondiale , mentre i loro governi destinano alla spesa sociale tra il 40 e il 50 per cento della spesa sociale mondiale. Ed in- fatti è noto che nella maggior parte dei Paesi africani e asiatici la spesa sociale è quanto mai esigua , consentendo di tenere bassa la pressione fiscale per attirare inve- stimenti dall’estero. Si tratta di un confronto decisivo , anche se le proteste per i sacrifici lo ignorano to- talmente. 3.3.2-La nascita, in quasi tutti i Paesi ricchi dell’Occidente, di movimenti di protesta contro la riduzione del tenore di vita. Questi movimenti guidano la protesta contro i governi e contro i vertici dell’eco- nomia e della finanza, mentre in Europa la indirizzano anche e soprattutto contro l’Unione europea, accusata di essere al ser- vizio di questi vertici, alimentando in tal modola richiesta di uscirne. Migranti e riduzione del tenore di vita e dell’occupazione : sono questi i due grandi argomenti che -anche quando non vengono evocati- fanno parte dello sfondo dell’esito del referendum britannico, esito che proba- bilmente verrebbe replicato in numerosi Paesi europei se decidessero di indire analo- ghi referendum. 15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016

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