Luglio-Agosto-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016 14 dei migranti per gli asili pubblici e gli allog- gi nelle case popolari: infatti molti extraco- munitari hanno numerosi figli, e nelle gra- duatorie per ottenere le assegnazioni molte volte sorpassano le famiglie italiane. Circa il problema dei migranti nemmeno i più accreditati economisti, sociologi, de- mografi, politologi, di tutto il mondo , sono stati capaci di proporre soluzioni efficaci ed al contempo politicamente accettabi- li. Colpisce l’inconsistenza della proposta - approvata da quasi tutti i governi e dalle di- verse autorità europee- di stanziare ingenti somme per gli Stati dai quali i migranti par- tono, da utilizzarsi per lo sviluppo dell’eco- nomia in modo da trattenerli. Tuttavia si deve tenere conto di due indiscutibili fatti: a) il denaro trasferito ai governi di quei Paesi prende tre direzioni principali: acqui- sto di armi (11), conti esteri dei leader, fo- raggiamento di una rete di fedeli sostenitori nel Paese. b) Tutti i Paesi poveri hanno un forte interesse a spingere i propri cittadini a cercare lavoro all’estero, perché il denaro che essi spediscono alle famiglie in patria costituisce una voce molto importante della bilancia valutaria (12). È vero che l’Europa è afflitta da un forte calo demografico ed ha quindi bisogno, adesso e nei prossimi anni, di milioni di ex- tracomunitari per alimentare la propria eco- nomia. Infatti ogni anno ne accoglie e ne in- tegra un gran numero, variabile da Paese a Paese, ma anche i meno informati sanno che, soprattutto in molti Paesi africani, la popolazione raddoppia ogni 25-30 anni: nei prossimi decenni l’Africa, pur tenendo conto del progressivo calo degli indici di natalità, supererà i due miliardi di abitanti. Sono questi numeri a spaventare gli europei e a favorire, in tutti i Paesi, i partiti xenofobi e razzisti, che sfruttano queste paure denun- ciando le frontiere sguarnite dell’Europa, e invocano l’innalzamento di nuovi muri tra Paese e Paese all’interno dell’Unione. È evidente che si tratta di un problema non soltanto europeo: molti demografi lo definiscono il primo, il più importante, il più grave dei problemi dell’umanità nel XXI secolo; da esso infatti dipendono i problemi della crescente scarsità dell’acqua e dei terreni fertili, dell’inquinamento, e molti altri che non sto ad elencare. A queste drammatiche considerazioni ci ha portato la ricerca delle cause della Brexit, considera- zioni che -anche quando non vengono for- mulate con chiarezza- sono il sottofondo delle accuse all’Europa e del progetto di uscirne. 3.3-Il silenzio sul relativo impoveri- mento dei Paesi ricchi come inevitabile conseguenza della globalizzazione Un’altra importante causa dell’insoddi- sfazione non solo dei cittadini europei ma comune ai cittadini di tutto l’Occidente, è il generale silenzio sulle conseguenze della svolta , veramente storica , verificatasi nel mondo con la globalizzazione dell’econo- mia . Silenzio di tutti i governi di tutti i Pae- si occidentali , che avrebbero perso il con- senso dei cittadini se avessero annunciato come inevitabile una certa riduzione della ricchezza dei loro Paesi. Questa svolta , ri- sultato di sei cause (13) , consente alle indu- strie dei Paesi occidentali di spostare le loro produzioni in quelli , tra i Paesi poveri , nei quali una classe politica lungimirante ha sviluppato l’istruzione , non esistono forti conflitti etnici , religiosi o politici , né esiste il rischio che le imprese private vengano na- zionalizzate . Già alla fine degli anni ’70 ri- sultava evidente che la svolta della globa- lizzazione avrebbe implicato , inevitabil- mente , un relativo impoverimento dei Paesi ricchi e un aumento della loro di- soccupazione , rimediabile soltanto con in- (11) Molti vorrebbero che i Paesi occidentali non vendessero armi ai Paesi cui regalano denaro, ma è noto che quel denaro verrebbe utilizzato dai governanti per acquistare le armi dalla Russia, dalla Cina, e da molti altri Paesi. (12) Una analisi completa degli ostacoli (tra i quali hanno grande importanza quelli culturali) che rendono diffi- cile lo sviluppo economico di molti Paesi del Terzo mondo e soprattutto dell’Africa, si trova nel citato lavoro sulla globalizzazione, capitoli III e IV. (13) Tre cause sono dovute all’evoluzione della tecnica , due a scelte politiche , mentre la sesta è la crescita de- mografica dei Paesi poveri del Terzo mondo . Sono descritte nel lavoro citato , capitolo I , par . 1 .
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