Luglio-Agosto-2016
CONSEGUENZE E CAUSE DELLA BREXIT Federico Matteoda, Collaboratore dell'UCIIM in corsi di economia rivolti a docenti e studenti I l referendum sull’uscita della Gran Bre- tagna dall’Unione europea, deciso dal ca- po del governo per assicurare l’appoggio di alcuni membri del proprio partito alla sua rielezione a leader, è stato definito da molti osservatori un colossale errore. Questo per- ché l’esito -prevedibile- reca alla Gran Bre- tagna danni molto rilevanti, diminuisce il prestigio dell’Unione europea e la fiducia nell’euro nel mondo intero, e avvantaggia alcuni Paesi europei nei quali si sposteranno dalla Gran Bretagna alcune grandi imprese e alcune attività finanziarie. Questo risulta- to i sostenitori dell’uscita lo hanno ottenuto grazie a una campagna di grossolane bu- gie sui vantaggi che ne sarebbero deriva- ti per il loro Paese, tacendo invece sulle prevedibilissime conseguenze negative. Infine sono in molti a sostenere che, in generale, non dovrebbero essere sottoposte a referendum questioni molto complesse, le cui conseguenze economiche e politiche la maggior parte dei cittadini non è in grado di valutare. Esamino alcune delle conseguenze più si- gnificative che deriveranno dalla eventuale conferma della Brexit da parte del parla- mento britannico (conferma necessaria ma non del tutto certa, come vedremo più avanti). 1-Conseguenze che interessano soprattutto la Gran Bretagna - Tra le conseguenze immediate o prossi- me la più grave sarà la fine della libera cir- colazione delle persone e delle merci. Lo status della Gran Bretagna sarà quello di un Paese extraeuropeo: alle frontiere si con- trolleranno i passaporti, e le merci, in en- trata e in uscita, pagheranno i dazi concor- dati (con l’intera Unione europea o con ogni singolo Paese?). - La sterlina ha perso valore (ciò natural- mente giova alle esportazioni britanniche e al turismo in entrata). - Alcune grandi multinazionali hanno an- nunciato l’intenzione di spostare nel conti- nente le loro filiali europee che avevano se- de a Londra. - Le più importanti piazze finanziarie eu- ropee (soprattutto Amsterdam, Francoforte e Parigi) operano per ereditare una parte consistente delle operazioni finanziarie che si svolgono a Londra. - Ci saranno difficoltà per il programma Erasmus? - Le stime più accurate (Banca d’Inghil- terra, Tesoro, London School of Economics) prevedono perdite, in media, tra le 850 e le 400/500 sterline all’anno per famiglia. Sof- friranno soprattutto le fasce socialmente più deboli, proprio quelle che hanno votato massicciamente a favore dell’uscita. - Alla campagna di bugie ha fatto da sfondo l’illusione che la Gran Bretagna pos- sa fare a meno dell’Europa. In realtà ben il 51% del commercio britannico avviene con l’Unione europea, e il ritorno delle barriere commerciali significherà minori esportazioni e quindi minore occupazione e minore ric- chezza per il Paese. - Non solo si dovranno negoziare nuovi accordi commerciali con l’Unione, ma an- che con tutti i numerosi Paesi extra Ue con i quali l’Unione ha stabilito degli ac- cordi, ed è molto probabile che le condi- zioni per la Gran Bretagna saranno meno favorevoli. Questo quadro sta costringendo molti cittadini, che hanno scelto l’uscita, a ren- dersi conto del loro errore; essi vorrebbe- ro che il referendum venisse rifatto, ma ciò non sembra possibile ed allora si co- mincia a pensare che si potrebbero cam- biare alcune delle attuali regole del rap- 11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016
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