Luglio-Agosto-2016

IL SENSO ETICO DEL FARE SCUOLA Maria Francesca Giammona, Presidente UCIIM sezione di Palermo U na recente indagine dell’OCSE rileva come sia crollata negli ultimi anni la fiducia dei cittadini europei nei con- fronti della politica e delle istituzioni, il «po- polo» si sente altro rispetto a chi governa. I governi sembrano incapaci di reagire al- la crisi, di adottare le riforme necessarie, di leggere i reali bisogni dei cittadini e soprat- tutto appaiono poco trasparenti e corrotti. «La democrazia, ha scritto Enzo Bianchi, figlia del credere gli uni negli altri, muore quando diventa maggioritario il partito degli increduli, cioè di quelli che non hanno fidu- cia nella società». Il venir meno della fiducia non genera so- lo pessimismo e assuefazione al dato esi- stente, i pericoli sono ben più insidiosi. In un paese come l’Italia, ad esempio, dove bellezza, arte, storia dovrebbero da sole fungere da motore propulsore dell’econo- mia, gli investitori stranieri non investono, le imprese nazionali perdono competitività, i giovani brillanti «migrano» all’estero, pre- vale un senso di limitatezza. Limitatezza figlia della corruzione che investe ogni dimensione sociale. Ed è proprio di qualche giorno fa l’affon- do di Piercamillo Davigo contro i fenomeni di corruzione nella politica «La classe diri- gente di questo Paese quando delinque fa un numero di vittime incomparabilmen- te più elevato di qualunque delinquente da strada e fa danni più gravi». Chi di fatto corrompe conosce bene il quadro normativo che permette loro di ri- manere impuniti. L’Ocse addirittura ipotizza che i più gran- di esperti di legislazione anticorruzione so- no gli stessi corrotti e corruttori. L’indagine usa, come si evince, toni duri, senza mezze misure pone l’attenzione su di un fenomeno che rischia di renderci schiavi di poteri nascosti, incapaci di vedere pro- spettive di sviluppo o solamente di cercar- le. Tutto il contrario della libertà di espres- sione e di manifestazione di cui Papa Fran- cesco parla ai giovani nel giorno del giubi- leo a loro dedicato. Essere liberi da catene per costruire il proprio futuro, un futuro do- ve onestà e moralità regnano sovrane. La corruzione deprime il desiderio di bene so- prattutto nei giovani. Dove c’è corruzione c’è minore ricerca, non si aprono spazi di sana competizione e molti giovani cervelli scappano via. A Napoli Papa Francesco disse che la «corruzione puzza». L’unica via pos- sibile è la prevenzione, bisogna introdurre anticorpi nel tessuto sociale. Il primo anti- corpo è la trasparenza. Recentemente sono state potenziate le funzioni e i compiti dell’Agenzia nazionale anticorruzione (Anac). Il d.l. 24 giugno 2014, n. 90 ne ha significativamente trasformato la struttura e i pote- ri, come suo presi- dente è stato scel- to Raffaele Canto- ne, un magistra- to a lungo impe- gnato sul fronte della lotta alla mafia. Ma lo stes- so Cantone ha sot- tolineato in un’intervista che il sistema cambia se ciascuno fa la sua parte con umil- tà e serietà. Se sostituiamo la parola legali- tà con responsabilità. Degne di nota sono le conclusioni dell’in- dagine OCSE. All’ovvio richiamo ad un siste- ma di norme e controlli sempre più strin- genti l’ OCSE per la prima volta conferisce valore ad una solida educazione all’etica e alla moralità. Insegnare etica e morale nel- le scuole è di fatto il primo passo. 9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2016

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