Luglio-Agosto-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 6 dove gli interessi occidentali si intrecciano spesso con le divisioni e le guerre lì in atto (e ciò rende ipocriti tanti nostri discorsi sul presunto nostro diritto a pensare prima di tutto a noi stessi). Ma non li sentiamo estra- nei prima di tutto per ragioni umane. Ci vergogniamo perché sono nostri fratelli e nostre sorelle, uomini e donne come noi, creature, figli di Dio, come noi. Semplice- mente per questo. Riscoprire il legame di responsabilità L’insorgere della vergogna dice che ci sentiamo umanamente legati a loro, respon- sabili di loro, impossibilitati, in fondo, ad essere indifferenti. L’indifferenza, infatti, prima che essere disimpegno, è un immane sforzo, coperto di ragionamenti e giustifica- zioni, di sfuggire al legame di responsabili- tà, che ci portiamo dentro; sforzo destina- to, in fondo, allo scacco. Questo legame di responsabilità non è proprio ciò che ci defi- nisce nella nostra umanità? Non è ciò che contesta radicalmente ogni pretesa indivi- dualistica o egoistica? Non è un richiamo a pensare in grande e ad affrontare i proble- mi su una base solidale, cioè umana, con una mentalità o cultura di incontro ? Sono necessarie, certamente, soluzioni sul piano politico, che devono rispondere ad esigenze di razionalità e di giustizia per tut- ti. È anche vero che è oggettivamente diffi- cile trovare soluzioni equilibrate e giuste, e che tutte, in certo modo, portano il segno del compromesso. Ma ciò che più preoccupa è il venir meno di un senso profondo e vero di umanità come base per affrontare i pro- blemi, come terreno di cui si nutre la politi- ca e, prima di tutto, la nostra convivenza sociale. La nostra cultura, nell’impatto col fenomeno migratorio, tradisce la sua perdita (o il rischio di perdita) del senso dell’uma- no, tradisce la sua crisi (etica, valoriale, educativa e, prima di tutto, antropologica). È ormai in crisi la cultura che enfatizza, o che mette ansiosamente al primo posto, i bisogni dell’individuo (rispetto ai legami), i diritti propri (rispetto ai doveri nei confron- ti degli altri), la libertà (rispetto alla re- sponsabilità), l’affermazione di sé (rispetto all’incontro), le ragioni politiche (rispetto a quelle etiche). La sfida è davvero su un pia- no antropologico, sul piano cioè del senso dell’umano, laddove si tratta di tenerci vi- vi, di tener viva la nostra dignità e la possi- bilità di essere contenti della vita. Una an- tropologia dell’incontro è necessaria e l’in- vito di Papa Francesco a una cultura dell’in- contro ha un grande significato di futuro e di speranza. Il ruolo dell’educazione: dalla vergogna alla cultura dell’incontro L’educazione ha un ruolo decisivo. Solo l’educazione, alla lunga, può aiutarci a te- ner vive le ragioni dell’umano, ad allargare la mente ed il cuore, a dare alla politica un respiro etico e solidale. Si potrebbe pensare ad un grande e lungo itinerario: dalla vergo- gna alla cultura dell’incontro . È importante sentire la vergogna , bisogna sperimentarne tutto il peso e leggerne le istanze di umanità che si nascondono in es- sa. La vergogna deve aiutarci ad aprire gli occhi sui volti dei fratelli e delle sorelle che soffrono, e quindi a lasciarci raggiungere dai loro desideri, dai loro bisogni, dalle loro fa- tiche. Allora emergerà il legame umano che ci unisce a tutti, che rompe con l’indifferen- za e che è il fondamento di una mentalità di solidarietà, di un modo umano di affrontare i problemi. La solidarietà infatti, prima che essere un valore culturale, è un’ingiunzione che ci portiamo dentro. Le discussioni sulle scelte politiche ed economiche saranno allo- ra animate dal giusto spirito. Uno sguardo al migrante solo nell’ottica del problema che ci crea, va superato. Egli è una risorsa, e prima di tutto sul piano umano; è un dono. Il fratello migrante mi richiama alla misura alta dell’incontro, che è sempre apertura all’estraneità dell’altro (di ogni altro), possibilità di sperimentare la ricchezza delle differenze, reale coraggio di S p i r i t u a l i t à

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