Luglio-Agosto-2015

3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 E d i t o r i a l e dai gesti di papa Francesco. Un approfondi- mento dei primi articoli della nostra Costi- tuzione, nella prospettiva della cittadinanza attiva e della sussidiarietà (art. 118), può aiutare il Paese a sentirsi unito nel combattere una buona battaglia per la vita, dopo aver subito le conseguenze delle «inutili stragi» delle guerre condotte per la morte. I bambini e i giova- ni che muoiono a migliaia nel mediterraneo sono no- stri mancati figli, perché la nostra sempre più vec- chia e longeva popolazio- ne avrà bisogno di loro, come nel Medio Evo ha avuto bisogno dei «barbari» del Nord, che hanno trasfuso nuove energie nell’Impero romano. L’IMMIGRAZIONE NON MINACCIA DA ARGINARE MA FATTORE DI SVILUPPO D.S. Chiara Di Prima Presidente Regionale UCIIM Sicilia Non si può rimanere silenti, né tanto me- no indifferenti di fronte ad una questione, tanto complessa quanto drammatica, quale è quella dell’immigrazione. Risulta inaccettabile la palese strumen- talizzazione di certa politica che, nei fatti, contraddice il millantato «buonsenso» con un’assoluta mancanza di pudore e di rispet- to per l’umana sofferenza. Di fronte alle crescenti sfide poste dalle migrazioni internazionali, non è più condivi- sibile l’idea di una società che si caratteriz- za per l’omogeneità etnica o, ancor peggio, la bieca concezione alquanto irreale dello stato-nazione, principio teorico secondo cui una cultura etnicamente omogenea genere- rebbe una società dagli usi e dai costumi codificati che non includono lo straniero , se non nella forma deludente del principio di tolleranza; uno stato che, a custodia e sal- vaguardia dei valori etnici, predispone la lo- ro cristallizzazione in stili di vita da fare passivamente adottare ai cittadini. «Un po- polo, uno Stato, un Capo», di nefasta me- moria. In quanto cittadini del Mediterraneo, sol- cato nei secoli da imbarcazioni di ogni ge- nere e provenienza, bacino internazionale attraversato da numerose correnti, culla di misura ed equilibrio, ponte e fulcro del mo- vimento di popoli, abbiamo una naturale propensione interculturale che, secondo una visione più realistica dei rapporti inter- personali, si fonda sul riconoscimento e sul- la valorizzazione delle differenze identita- rie, sul dialogo e sull’integrazione, per co- struire un futuro di cooperazione. Un futuro senza conflitti, generato dalla feconda coesistenza tra culture che convi- vono nel tessuto sociale e collettivo, per promuovere e progettare un processo civile orientato alla pace e al dialogo tra popoli e religioni; occorre con urgenza definire uno spazio privilegiato dove ciascuno, in quan- to persona , si senta realmente accolto, ascoltato, valorizzato, incluso, con spirito di condivisione, scambio e confronto pacifi- co, scevro da pregiudizi e sprezzamenti. Ciascun uomo rappresenta un microco-

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