Luglio-Agosto-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 44 GIOVANI E LAVORO, TRA PROGETTI E INCERTEZZE: IN ITALIA Alfonso Balsamo, Collaboratore Confindustria L a crescente disoccupazione giovanile in Italia e in Europa ha riportato al centro del dibattito il tema sull’istruzione co- me fattore di sviluppo di un capitale umano avanzato e di conseguente reazione alla cri- si. Sia la letteratura scientifica che i princi- pali decisori pubblici italiani si stanno pro- gressivamente orientando verso l’analisi e la messa a sistema di teorie, prassi e mo- delli che permettono agli studenti di incon- trare il lavoro e l’impresa già durante il percorso di studi: i dati mostrano infatti che quasi la metà della disoccupazione giovanile italiana dipende dal mancato collegamento tra scuola e lavoro. Molto delicato è in particolare il passag- gio dal titolo di studio al primo stato occu- pazionale, la c.d. «Transizione scuola-lavo- ro» che nel nostro Paese può durare dagli 8 ai 12 mesi ed è spesso poco coerente (spes- so il lavoro trovato non risponde al percorso formativo del giovane). Per una rapida e coerente transizione l’Europa propone alcu- ni strumenti: alternanza scuola-lavoro, orientamento scolastico in ingresso e in uscita, apprendistato e cultura d’impresa. Quando questi strumenti si combinano in un determinato territorio le transizioni miglio- rano: di conseguenza i tassi di occupazione giovanile si incrementano e nel frattempo si garantisce alle imprese un capitale umano che risponde ai fabbisogni produttivi. Nelle prime 10 province italiane per occupazione giovanile (dati Istat) tutti questi 4 fattori sono presenti e in collegamento l’uno con l’altro. Molto marcato è tuttavia il gap con le province in cui questi strumenti non si concentrano o rimangono esperien- ze isolate: è il caso della maggior parte dei territori del Sud Italia. La forte disoccupazione giovanile e la difficile transizione scuola-lavoro sono problemi strutturali non già cau- sati dalla crisi ma da essa aggravati. Come risolverli? Riscoprendo gli aspetti peculiari dell’Education Made in Ita- ly con un viaggio che parte dalla tradizione formativa del nostro Paese fino alle pro- spettive dell’Industry 4.0: unendo tradizio- ne e innovazione i giovani italiani possono scoprire opportunità che non immaginavano nemmeno. Una dimensione umana del lavo- ro 2.0 è possibile. Il passato: mani e ingegno in italia. Una grande storia dimenticata Formazione e lavoro in Italia sono sem- pre stati collegati fino agli anni Sessanta del Novecento. Nella tradizione dell’economia civile nasce l’istituto dell’Apprendistato (a Carrara nel 1098) nello stesso periodo in cui nascono le prime università (Bologna nel 1088). Nel Rinascimento apprendisti come Michelangelo e Raffaello hanno cambiato
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