Luglio-Agosto-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 40 nella propria esistenza; la fiducia, la fedel- tà, il rispetto dei patti sono elementi che qualificano il «capitale sociale» di una col- lettività, oltre che le traiettorie di vita indi- viduali e familiari Del resto la stessa idea che «provare prima» aiuti a rafforzare la stabilità e la durata del legame ( prima con- viviamo, poi se va bene ci sposiamo ), senza dover quindi affrontare questi dilemmi, ap- pare più come la illusoria ricerca di una sor- ta di «assicurazione sui rischi», oppure co- me la ricerca di «tecniche da apprendere per la vita di coppia» (basta trovare il ma- nuale giusto e tutto funzionerà). Ma l’espe- rienza di coppia non può che essere attra- versata, certamente preparati, ma total- mente coinvolti e «in presa diretta». Non si vive «ad experimentum», al punto che mol- to spesso coppie conviventi per lunghi anni, una volta sposate si separano dopo pochi mesi: apparentemente paradossale, ma di fatto conferma della impossibilità di «pro- vare a vivere». Del resto anche dalle ricerche psico-so- ciali emerge la scarsa efficacia della «con- vivenza di prova» per prevenire rotture, sofferenze e fragilità della vita di coppia, come emerge da questa indagine, realizzata qualche anno fa negli Stati Uniti ma tuttora interessante per capire queste dinamiche: «Paragonando le traiettorie di coppia tra le coppie conviventi e quelle sposate, i ri- sultati della nostra ricerca confermano le ricerche precedenti, che rilevano il matri- monio come una relazione che è qualitativa- mente distinta rispetto alla coabitazione, in quanto dotata di un maggior grado di impe- gno e di stabilità rispetto alla convivenza: - sono stati riscontrati livelli maggiori di impegno e di stabilità in ogni dimensione di separazione e riconciliazione che abbia- mo considerato; - i coniugati sperimentano con frequenza molto minore dei conviventi ogni transi- zione che si caratterizza come interruzio- ne di vita con i propri partner, come la se- parazione o la vita in residenze distinte; - tra le coppie che si separano o che vivono separatamente, le coppie sposate speri- mentano con maggiore frequenza transi- zioni che le conducono a vivere nuova- mente insieme, a seguito o di una riconci- liazione, o ricominciando a vivere insieme dopo aver vissuto separatamente. I nostri risultati suggeriscono inoltre che il matrimonio stabilizza l’unione dei convi- venti. I conviventi che arrivano al matrimo- nio hanno tassi di rottura più bassi rispetto ai conviventi che non si sposano (o per di- saccordo di coppia, o per altre ragioni), più alti tassi di riconciliazione e di ripresa del- la coabitazione. Le nostre analisi sul ruolo della convi- venza prematrimoniale all’interno delle traiettorie di vita coniugali rivelano che nel ventaglio delle transizioni che possono veri- ficarsi durante il matrimonio, la convivenza prematrimoniale è associata solo ad una maggior frequenza di separazioni. Non ab- biamo riscontrato alcuna differenza tra i matrimoni preceduti da convivenza e quelli senza convivenza precedente rispetto alla frequenza di riconciliazioni, di residenze separate tra i coniugi, di ripresa della rela- zione dopo una esperienza di residenza se- parata, di formazione di nuove unioni. La complessità e il paradosso di questi risultati segnalano la necessità di ulteriori analisi per verificare il modo in cui i com- portamenti delle persone sposate si diffe- renziano in presenza o assenza di coabita- zione prima del matrimonio rispetto al loro impegno nel matrimonio, ai modelli di rela- zione e alle successive separazioni, riconci- liazioni e nuovi matrimoni» (1). Amore e progetto Oggi nella società contemporanea sem- bra impossibile attribuire «ragioni» alle scelte affettive e sentimentali. È come se nella nostra cultura costruire, vivere e ge- stire progetti di relazione con un’altra per- sona, gestire una relazione affettiva e ses- (1) (Georgina Binstock, Arland Thornton, Separations, Reconciliations, and Living Apart in Cohabiting and Marital Unions , Journal of Marriage and the Family, n. 65, maggio 2003, pp. 432-443). Dati da una indagine lon- gitudinale (dal 1962 al 1993), su un campione di 800 giovani bianchi, nell’area metropolitana di Detroit (323 sposati direttamente, 226 coabitanti e poi sposati, 251 coabitanti e non sposati).

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