Luglio-Agosto-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 38 cezione di troppe famiglie rispetto all‘eco- nomia, alla politica e alle azioni dei Governi e delle pubbliche istituzioni. «C’è anche una sensazione generale di impotenza nei confronti della realtà socio-economica che spesso finisce per schiacciare le fami- glie. Così è per la crescente povertà e pre- carietà lavorativa che è vissuta talvolta co- me un vero incubo, o a motivo di una fisca- lità troppo pesante che certo non incorag- gia i giovani al matrimonio. Spesso le fami- glie si sentono abbandonate per il disinte- resse e la poca attenzione da parte delle istituzioni» (Relatio Synodi, n. 6). Anche dal punto di vista culturale, valo- riale ed antropologico emergono sfide an- cora più radicali per la tenuta delle fami- glie, e per la loro stessa identità e soprav- vivenza. «La stragrande maggioranza delle risposte mette in risalto il crescente con- trasto tra i valori proposti dalla Chiesa su matrimonio e famiglia e la situazione so- ciale e culturale diversificata in tutto il pianeta. Si riscontra unanimità nelle ri- sposte anche in relazione ai motivi di fon- do delle difficoltà nell’accoglienza dell’in- segnamento della Chiesa: le nuove tecno- logie diffusive ed invasive; l’influenza dei mass media; la cultura edonista; il relativismo; il materialismo; l’individua- lismo; il crescente secolarismo; il preva- lere di concezioni che hanno portato ad una eccessiva liberalizzazione dei costu- mi in senso egoistico; la fragilità dei rapporti interpersonali; una cultura che rifiuta scelte definitive, condizionata dalla precarietà, dalla provvisorietà , propria di una «società liquida», dell’«usa e getta», del «tutto e subito»; valori soste- nuti dalla cosiddetta «cultura dello scarto» e del «provvisorio», come ricorda frequen- temente Papa Francesco» (Instrumentum Laboris, n. 15). E le generazioni giovani, quelle che de- vono «sognare» la famiglia, viverne il desi- derio, prima ancora che il concreto proget- to, non possono non subire questo clima. Nuove dinamiche relazionali, natural- mente, regolano la vita delle famiglie dei giovani adulti, diverse rispetto alle regole precedenti; solo per fare un esempio, qual- che decennio fa l’esercizio della sessualità prima del matrimonio era fortemente impe- dita dai sistemi familiari (soprattutto per le donne, a dire il vero). Questo vincolo era talmente forte che uno in qualche modo do- veva ben uscire di casa, doveva ben spo- sarsi… Questo era uno dei moventi «forti» (in termini descrittivi, neutrali), che spinge- vano all’uscita da casa. Oggi invece la prati- ca sessuale prima del matrimonio da parte di un figlio/figlia convivente con i propri genitori in casa è perfettamente compatibi- le (non per tutti, non sempre, ma direi mol- to significativamente anche dal punto di vi- sta statistico). Anzi, spesso l’usa della se- conda casa, quando non della stessa casa della famiglia d’origine, è vista più «sicuro» e consigliabile, rispetto a vecchi modelli «outdoor». Del resto la nostra società ha perso alcu- ni fattori normativi che consentivano, nel bene e nel male, una maggiore chiarezza nel ciclo di vita della persona (e quindi del- la famiglia); esistevano, cioè, riti di passag- gio, segnati spesso da momenti religiosi, ma a volte solo «sociali», che sancivano l’uscita da una fase del ciclo di vita e l’entrata ver- so l’altra: il servizio militare per i maschi, o l’inizio di una attività lavorativa, o il termi- ne del percorso formativo tra «adolescen- za» ed età adulta, dove la gioventù era più un dato cronologico che non una condizione sociale vera e propria, come invece oggi viene letta (e di fatto si configura). La do- manda, banale in fondo, ma legittima, è: «In quale momento diventi adulto? quando esci di casa? quando ti sposi? quando hai un lavoro? quando ha un figlio?». La difficoltà di rispondere a questa do- manda dimostra quanto sia difficile defini- re un vero e proprio momento di cesura, e segnala la presenza, invece, di una lunga fase di transizione, spesso ambigua, in cui la persona si dibatte tra autonomia e di- pendenza, tra responsabilità e tutela. Questo diventa spesso un problema della persona, che diventa inevitabilmente della coppia che si avvia verso un progetto au- tonomo di vita. Del resto oggi è molto più normale uscire dalla propria famiglia d’origine da single, mentre un tempo si usciva essenzialmente attraverso il matri- monio.

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