Luglio-Agosto-2015

21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 Dopo quasi quindici anni, ecco avviarsi il processo di completamento del disegno tracciato dal Regolamento sull’autonomia scolastica adottato con il DPR n. 275/1999. La valutazione, infatti, è strettamente connessa all’autonomia scolastica, che fa- vorisce percorsi innovativi e migliorativi dei processi dei quali occorre dare positivi ri- scontri circa gli esiti conseguiti. Nella prassi ordinaria tutto ciò non avviene e si continua a riproporre il cliché di un modello ripetuto nel tempo, senza considerare le repentine evoluzioni che hanno caratterizzato la cul- tura, gli stili di vita e di relazione dell’inte- ra società globalizzata. In coerenza con i principi dell’autono- mia, le singole istituzioni scolastiche sono chiamate a mettere in atto procedimenti burocratici e formali, e vengono, inoltre, sollecitate a meglio qualificare il proprio servizio educativo. Certi atteggiamenti di ostruzionismo che diffondono voci circa la non obbligatorietà della presentazione del Rapporto di autova- lutazione sono ancora i postumi della conte- stazione del ’68 e di una visione limitata della funzione sociale della scuola, in ter- mini di benefici per la comunità civile. Dare ragione e dimostrazione di quanto la scuola produce, promuove, realizza, è, infatti, un dovere civile di trasparenza e di relazione con il mondo esterno oltre che nei confronti dei soggetti coinvolti: alunni e genitori. Il 27 novembre 2014 è stato presentato al MIUR uno strumento di lavoro comune che tutte le scuole italiane potranno utiliz- zare per riflettere su se stesse e darsi degli obiettivi di miglioramento. Con la presentazione del format del Rapporto di Autovalutazione inizia a pren- dere corpo il Sistema Nazionale di Valuta- zione, che servirà alle scuole per stilare en- tro l’estate 2015 il primo Rapporto di Auto- valutazione (RAV), documento di trasparen- za e d’identità della scuola che si apre alla società, come una casa di vetro, dentro la quale tutti possono vedere e che tutti pos- sono considerare cuore e nucleo della socie- tà italiana. Il rapporto di autovalutazione che ogni scuola è impegnata a redigere è articolato in cinque sezioni. Ogni sezione prevede una serie di domande che tendono a far emer- gere i punti di forza e i punti di debolez- za della singola istituzione scolastica, al fi- ne di elaborare un piano di miglioramento. Sono previsti 49 indicatori che consento- no alle scuole di analizzare il contesto in cui operano, gli esiti scolastici e formativi degli studenti, i processi di organizzazione e gli ambienti di lavoro, mettendoli a con- fronto con i dati nazionali e internazionali, al fine di elaborare le strategie per raffor- zare la propria azione educativa. Apparentemente sono soltanto dati nu- merici e di contesto, ma da questa prima rilevazione scaturisce il profilo identitario dell’istituzione scolastica e le possibili comparazioni con altre realtà dove signifi- cative azioni di miglioramento hanno de- terminato un effettivo processo di crescita e di sviluppo. Come ha ben elencato Piero Cattaneo su «La Tecnica della Scuola» dalla voce «con- testo e risorse» si evince la provenienza so- cio-economica e culturale degli studenti e le caratteristiche della popolazione del- l’ambiente umano in cui la scuola opera. La diligente e non approssimativa formu- lazione delle risposte determina la defini- zione reale, chiara e precisa del contesto che prende in esame - la popolazione scolastica - il territorio e il capitale sociale - le risorse economiche e materiali - le risorse professionali. Nella seconda sezione: «A.2) esiti» il questionario entra in un’area delicata e complessa in quanto s’intendono analizza- re risultati degli studenti nel breve e me- dio periodo, con l’attenzione alle «condi- zioni» che incidono sul successo formativo di ciascuno. In quest’area la scuola è chiamata a do- mandarsi per quale persona: uomo/cittadi- no s’intende progettare la propria offerta- azione formativa. È in questa fase che la scuola dell’auto- nomia è chiamata a definire il Profilo dello studente e a costruire il proprio curricolo d’istituto. Rispondendo alle domande del questio- nario emergono le competenze personali,

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