Luglio-Agosto-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 20 VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE D’ISTITUTO Giuseppe Adernò, Dirigente Scolastico N ella scuola il termine «valutazione» è stato sempre riferito al profitto scola- stico, alla valutazione degli studenti, ai voti, alle pagelle, oggi «schede di valuta- zione». Poca attenzione, però, è stata riservata alla valutazione dei processi di apprendi- mento e, ancor meno alla valutazione del- l’organizzazione scolastica nel suo insieme. Quando erano in vigore le «note di quali- fica» per i docenti e per i dirigenti, la valu- tazione assumeva una connotazione di rico- noscimento del lavoro svolto e solo in parte contribuiva agli scatti di carriera. L’abolizione di tale procedura ha indebo- lito ancor più il significato del controllo e della premialità e mentre si continuano a valutare gli esiti scolastici da parte dei do- centi, si stenta a procedere alla valutazione della scuola e del personale che vi opera. Far entrare nella scuola autonoma la cultura della valutazione e dell’autovaluta- zione è stata sempre un’impresa ardua. Sull’altare della valutazione sono stati sa- crificati anche governi e ministri e non fa- cilmente i docenti vedono la valutazione come proposta di miglioramento e nell’ot- tica della qualità del servizio scolastico; prevale, infatti, di solito l’ombra del so- spetto, del controllo fiscale, dei rischi, del- le conseguenze. In questi anni, diversi sono stati i tentati- vi sperimentali di valutazione dell’azione del Dirigente e della scuola: Progetto «Va- les», «Qualità e merito», prove Invalsi, han- no determinato dei piccoli passi verso una nuova cultura, indispensabile per migliorare la qualità dei servizi. Il testo delle Indicazioni Nazionali sostie- ne una pratica valutativa interna al proces- so d’insegnamento/apprendimento e insiste sul senso di responsabilità degli insegnanti per l’efficacia e la trasparenza dell’azione valutativa in coerenza con gli obiettivi di apprendimento, con i traguardi per lo svi- luppo delle competenze e con quanto di- chiarato nel curricolo di ogni singola istitu- zione scolastica. Il riferimento ad un nucleo prescrittivo di traguardi di competenza rappresenta l’an- coraggio istituzionale ad una comune base culturale delle scuole del nostro paese. Gli obiettivi di apprendimento e i traguardi di competenze delle Indicazioni Nazionali 2012 permettono, anche nella relazione fra le istituzioni scolastiche e il sistema nazionale di valutazione, il dispiegarsi equilibrato, consequenziale e coerente del rapporto fra autovalutazione, valutazione interna e rile- vazione esterna. Nel documento su «La Buona Scuola» il Governo ha espresso chiaramente la volontà di dare seguito a quanto previsto dal DPR n. 80/2013 (Regolamento sul Sistema Naziona- le di Valutazione SNV) in materia d’istruzio- ne e formazione. La direttiva n. 11 del 18 settembre 2014, cui ha fatto seguito la circolare ministeriale del 21 ottobre 2014, n. 47, testimonia ope- rativamente tale volontà. Il Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) definisce i soggetti, le fi- nalità e le quattro fasi nelle quali si articola il procedimento di valutazione delle scuole: autovalutazione, valutazione esterna, azioni di miglioramento e rendicontazio- ne sociale . Questi quattro processi, in stretta e gra- duale correlazione, avviano e accompagna- no nell’arco temporale di un triennio, il processo che rimane pur sempre complesso e ricco di molteplici sfaccettature e condi- zionamenti di carattere ambientale e di contesto.

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