Luglio-Agosto-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2015 12 mettono di interiorizzare la realtà come tracce figurative e semantiche da acquisire e conservare –con disponibilità a rievocarli alla bisogna- nella memoria («episodica» e «semantica», a breve e lungo termine). È possibile sintetizzare tutti i requisiti che abbiamo riconosciuto ai concetti con uno solo: i concetti manifestano una parti- colare disposizione a facilitare l’azione del- la scuola. Una corrispondenza che è stata argomentata storicamente con la straordi- naria incidenza dell’invenzione della tecno- logia dell’alfabeto e con il tipo di cultura – duratura, continua, analitica, critica, per- sonalizzata- elaborato dalle società in pos- sesso della scrittura (e della stampa). La scuola come sede emblematica della tra- sformazione del mondo in saperi: una enci- clopedia estratta («astratta») dal mondo stesso e ad esso, a suo modo, attraverso i diversi linguaggi, corrispondente. Un modello per insegnare a scuola. Ricapitolando, la Didattica per Concetti si giustifica con due requisiti distintivi: (a) preservare le proprietà epistemiche dei saperi scolarizzati e (b) assicurare la continuità di tali saperi con le «teorie» spontanee e la matrice co- gnitiva degli alunni. Il modello è stato provato e controllato sul terreno, in condizioni «naturali», attra- verso una serie sistematica di ricerche ope- rative, in relazione alle diverse discipline di studio, i cui rendiconti sono documentati in varie pubblicazioni (v. bibliografia). La « Didattica per Concetti » si attiva me- diante una procedura ordinata in tre opera- zioni distinte e connesse: «Progettazione » (I), «Conduzione » (II) e Valutazione (III). Nella prima si dispongono: (I.1) la Mappa Concettuale , intesa come la rappresentazione dei concetti sistematici intenzionati dall’insegnante in quanto atte- se dell’Azione Didattica; (I.2) la Conversazione Clinica , che con- siste nella investigazione sui processi di concettualizzazione «spontanea» del Sog- getto in Apprendimento al riguardo degli ambiti di conoscenza rappresentati nella Mappa Concettuale; (I.3) la Matrice Cognitiva , da vedere co- me l’espressione delle informazioni acquisi- te attraverso l’uso della Conversazione Cli- nica e che consente, nella misura in cui l’indagine sia risultata affidabile, di ricono- scere le «teorie» ingenue del Soggetto in Apprendimento rispetto al campo conosciti- vo mirato e di circoscrivere il « Compito di Apprendimento » sul quale focalizzare l’Azione Didattica; (I.4) la Rete Concettuale , ovvero il pro- getto di intervento finalizzato ad organizza- re il conflitto cognitivo fra i concetti «siste- matici» e i concetti «spontanei» (in genere, la strategia dedicata allo scopo prefisso è ordinata in tre « blocchi» , variamente dispo- sti e combinati, che cercano la coniugazio- ne più congruente tra gli « ostacoli episte- mologici » frapposti dal Soggetto in Appren- dimento e la « Sequenza Metodologica » ca- ratterizzante della/e disciplina/e e degli Oggetti Culturali predisposti per la «media- zione»). Nella Conduzione effettiva dell’Azione Didattica, i passaggi interni prevedono: (II.1) la scansione in Fasi di Lavoro deli- mitate temporalmente in dipendenza di obiettivi circoscritti, costituite da singole «mosse» di interazione fra tre elementi co- stitutivi – Insegnante/Alunni/Oggetti Cultu- rali- in un set definito sulla base di un «si- stema» organico di routines, raggruppamen- ti, attrezzature e supporti materiali ( Reper- torio ORM ); (II.2) l’attivazione della «tavola» dei Mediatori Didattici intesi –secondo quan- to illustrato nella Prima Sezione del volu- me- come modalità distinte e coordinate per far variare –secondo criteri di plurali- tà, differenziazione e integrazione- le in- terazioni fra le strutture cognitive, del Soggetto per un verso e degli Oggetti Cul- turali per l’altro. L’insieme della procedura è tenuto insie- me, lungo le sue articolazioni, dalla Valuta- zione , intesa come controllo delle connes- sioni interne al processo in atto distribuito lungo le «fasi di lavoro», verifica della cri- teriologia adottata nella «mediazione» fra gli elementi costitutivi e giudizio complessi- vo sulla strategia praticata in vista della ri-
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