Luglio-Agosto-2014

5 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 La fiducia non è solo il punto di parten- za, è il fondamento costante della relazione educativa. È l’atmosfera, l’aria che si respi- ra, nelle esperienze educative. E la fiducia implica sempre il riconoscimento dell’altro e dei suoi doni, anche quando il rapporto educativo richiede l’assunzione di posizioni forti; un riconoscimento che, d’altra parte, non compromette la propositività dell’edu- cazione, anzi la rende possibile. C’è da chiedersi se tante proposte educative (e, in ambito ecclesiale, anche pastorali) non sia- no fondate sulla trasmissione di sfiducia piuttosto che sulla fiducia e sul riconosci- mento. Quando, ad es., la preoccupazione di riempire l’altro di valori è eccessiva; quando la proposta diventa moralistica; o quando si interpretano le situazioni (e, so- prattutto nell’ambito dell’educazione reli- giosa, capita spesso) con le categorie della mancanza piuttosto che del riconoscimento . I giovani sono considerati talvolta insensibili ai valori, indifferenti nei confronti del Van- gelo, individualisti, incapaci di guardare al bene comune, in preda all’individualismo e al narcisismo. Queste letture, che pure han- no delle ragioni e colgono fenomeni reali, si fondano sull’individuazione di bisogni, diffi- coltà, mancanze, più che sul riconoscimen- to. Quando l’educazione si basa troppo su queste letture e su ciò che manca , rischia di mancare proprio sul fondamento. Rischia, anzi, di alimentare il senso della mancanza. È come se il metamessaggio dell’educatore fosse: “Devo farti sentire con dei bisogni, mancante, in difetto, per farti incontrare coi valori che ti propongo, per farti incon- trare col Vangelo”. La stessa proposta del Vangelo sembra aver bisogno di un soggetto mancante di qualcosa, bisognoso, cercatore di senso, di ciò che può riempire la vita. E se invece il Vangelo avesse bisogno che il soggetto si senta pieno più che vuoto? tra- boccante di doni invece che mancante o mendicante? Il rischio è che le proposte educative alimentino, in fondo, la sfiducia (1). Il primo problema di oggi non è che manchiamo di valori, ma che non ricono- sciamo che la nostra vita ha valore, che è un dono; il primo problema non è che siamo senza il Vangelo ma che non riconosciamo la presenza dell’infinito, di Dio, in noi stessi. Quasi ne abbiamo vergogna. Abbiamo ap- punto sfiducia in noi stessi. Benedetto XVI lo ha colto profondamen- te, quando ha evidenziato che la crisi o emergenza educativa si porta dentro una «crisi di fiducia nella vita» (2). Questa indi- cazione deve ancora esprimere tutta la sua fecondità anche negli ambienti ecclesiali, pur essendo stata assunta negli Orientamen- ti pastorali della Chiesa italiana: «Cogliamo in tutta la loro gravità le pa- role del Papa, quando avverte che “oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, uomini ‘senza speranza e senza Dio in questo mondo’, come scrive- va l’apostolo Paolo ai cristiani di Efeso (Ef 2,12). Proprio da qui nasce la difficoltà forse più profonda per una vera opera edu- cativa: alla radice della crisi dell’educazio- ne c’è infatti una crisi di fiducia nella vi- ta”» (3). Si tratta, prima di tutto, di sostenerci (e ciò vale prima di tutto per gli adulti stessi) nel ritrovare fiducia nella vita, cioè in noi stessi. Si tratta di non fuggire da noi stessi, di sostenerci a non aver vergogna di noi stessi, a non fuggire dal nostro stesso cor- po. La mentalità sociale che enfatizza l’im- magine, la prestazione, l’idea che si è ac- cettati solo a condizione che…, non aiuta, anzi alimenta la sfiducia e il senso della fu- S p i r i t u a l i t à (1) Cf. la sottile critica di U. Galimberti alle proposte centrate sulla «ricerca esasperata di senso» ( L’ospite in- quietante. Il nichilismo e i giovani , Feltrinelli, Milano, 2008, 14). (2) B ENEDETTO XVI, Lettera alla Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’educazione , 21 gennaio 2008. (3) C ONFERENZA E PISCOPALE I TALIANA , Educare alla vita buona del Vangelo , Orientamenti pastorali dell’episcopato italiano per il decennio 2010-20, 4 ottobre 2010, n. 5.

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