Luglio-Agosto-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 4 don Salvatore Currò, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM L e questioni educative sono oggi sempre più trasversali ai diversi ambiti (fami- glia, scuola, comunità ecclesiale, ecc.) e si intrecciano con le questioni sociali e culturali. È importante pertanto superare le mentalità settoriali e pensare in una logica di rete e di apertura. È pure importante ri- tornare sugli elementi essenziali dell’educa- zione, senza darli per scontati e situandoli su una solida base antropologica. È con que- sto spirito che vorrei affrontare un tema essenziale dell’educa- zione: la fiducia . Lo tratto cercando di la- sciarmi ispirare da una antropologia cri- stiana, pensando a di- verse figure educative e a diversi ambiti: da quelli laici a quelli ecclesiali, da quelli in cui ci si lascia ispirare in qualche modo dalla fede a quelli in cui si è restii a essa, infine a quelli in cui si fa esplicitamente educa- zione religiosa o alla fede. Quando si va al- l’essenziale le sfide sono comuni e sono riconducibili a un’e- ducazione che sia au- tenticamente umana. Oltretutto la fiducia ha a che fare con la qualità davvero umana della crescita e ha a che fare anche con la qualità della relazione che è sempre il cuo- re di ogni esperienza educativa. Ogni buon educatore sa che, per stabilire un rapporto educativo, egli, per primo, de- ve dare fiducia . Tutto comincia da un gesto di fiducia, gratuito, a perdere, che non cer- ca necessariamente un ritorno. Con ciò si ri- conosce la ricchezza che si nasconde nel- l’altro, nell’adolescente, nel giovane, con cui si entra in contatto. Bisogna riconoscere tale ricchezza senza forzature e senza stru- mentalità, anche più del giovane stesso, an- che se lui non la riconosce, anche se lui è sfiduciato. La fiducia spiazza l’altro, lo aiu- ta a prendere co- scienza dei doni che si porta dentro. Ed è solo su questa presa di coscienza che può sostenersi il desiderio di crescere. I grandi educatori della tradi- zione cristiana lo han- no testimoniato in modo straordinario. Anche, e soprattutto, nel rapporto con i ra- gazzi più poveri e più in difficoltà, sono partiti dal positivo, dal riconoscimento di doni, desideri, aspira- zioni, presenti al di là delle apparenze, più forti dell’insicurezza e della sfiducia, più forti della necessità di chiudersi o di assu- mere atteggiamenti anche violenti. Un ge- sto di fiducia o dei gesti pazientemente ri- petuti di fiducia possono far scattare una scintilla, possono finalmente aprire un per- corso di crescita e una relazione educativa. La fiducia accordata genera a poco a poco la fiducia ricambiata. S p i r i t u a l i t à LA FIDUCIA COME FONDAMENTO DELLA RELAZIONE FORMATIVA

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