Luglio-Agosto-2014
3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 L’ASSEMBLEA GENERALE proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da rag- giungersi da tutti i popoli e da tutte le Na- zioni, al fine che ogni individuo ed ogni or- gano della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educa- zione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e interna- zionale, l’universale ed effettivo riconosci- mento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione . Libertà, giustizia, pace nel mondo, rap- porti amichevoli tra le Nazioni, fede nei di- ritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana: ideali comuni ai 193 Stati che lo compongono. Ideali comuni non ancora realizzati. Ideali che, come dice la stessa Dichiara- zione, vanno promossi dall’insegnamento e dall’educazione; cioè in maniera precipua dalla scuola! Nelle scuole di tutto il mondo, in maniera ben visibile, dovrebbe essere scritto l’artico- lo 1 : « Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza ». Nelle scuole di tutto il mondo dovrebbe- ro essere obbligatori, per gli alunni di tutte le età, progetti educativi non verbali e ver- bali sulla pace. È dovere dei docenti far ca- pire ai giovani che la storia dipende da loro e dalle loro scelte, dal loro senso di respon- sabilità, dalla dignità che sapranno attribui- re alla persona propria e degli altri. È dove- re della scuola educare ad una vera demo- crazia, al riconoscimento del principio « tu vali quanto me », educare ad una democra- zia che non sia solo forma di governo ma vera azione cooperativa. San Giovanni XXIII, nell’enciclica « Pacem in Terris », raccomanda: «Ogni essere umano ha il diritto all’esistenza, all’integrità fisi- ca, ai mezzi indispensabili e sufficienti per un dignitoso tenore di vita». E ancora: «Gli uomini devono regolare i loro vicendevoli rapporti nella convivenza… Vanno regolati i rapporti fra i cittadini e le pubbliche autori- tà all’interno delle singole comunità politi- che; come pure i rapporti fra le stesse co- munità politiche; … fra le singole persone e le comunità politiche da una parte e dall’al- tra la comunità mondiale, la cui creazione oggi è urgentemente reclamata dalle esi- genze del bene comune universale». Già Leone XIII, nella Rerum Novarum , aveva parlato di bene pubblico e di giustizia di- stributiva e Pio XI, nella Quadragesimo an- no , di bene comune e giustizia sociale. A se- guire la dottrina sociale della Chiesa non trascurerà di affermare che il bene comune universale deve realizzarsi in chiave socia- le, politica, economica. Tale bene comune universale è essenzial- mente LA PACE. Quella pace agognata in tutti i tempi. Infatti già la mitologia greca, in anni lon- tanissimi, nell’VIII secolo a.c., aveva inven- tato le «Ore», tre leggiadre fanciulle: Euno- mia ossia legalità, Dike ossia giustizia, Eire- ne ossia pace. Oggi quella legenda è quanto mai vera perché risponde a esigenze irrinunciabili dell’animo e del cuore di tutti noi in tutti i tempi: legalità, giustizia e pace sono valori complementari e imprescindibili per l’uomo. Perseguiamoli, realizziamoli. Riprendia- mo quel sano concetto di «ricostruzione ci- vile e morale delle coscienze» in cui tanto si è creduto all’indomani della seconda guerra mondiale, in cui tanto ha creduto il nostro Nosengo. Noi scuola educhiamo alla legalità e alla giustizia, alla reciproca tolleranza, al ri- spetto dei diritti, promuovendo la cultura della pace, educando alla pace. « Spargi in terra quella pace che regnar tu fai nel ciel », canta la Norma di Bellini, in Casta Diva. Mai più la pace solo come anelito e pro- spettiva. Che sia realtà su questa terra. E d i t o r i a l e
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