Luglio-Agosto-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 2 cuzione fino ad Hitler e al suo scellerato olocausto. Gli Ebrei tornarono in Palestina nel 1946. È il 1947 quando la Palestina fu divisa dall’assemblea generale delle Nazioni Unite fra Arabi ed Ebrei. Gerusalemme rimase quale «corpus separatum» sotto il controllo internazionale. Iniziarono guerre e armistizi. A nulla valse- ro gli sforzi compiuti negli anni ’70, ’80, per risolvere la questione palestinese. Bisognò ar- rivare al 1993 per vedere Palestinesi e Israe- liani stringersi la mano e impegnarsi a risol- vere annose questioni quali il ritiro israeliano dai territori occupati, la definizione dei con- fini, lo status di Gerusalemme. Ma anche questo durò poco: la Palestina non ha pace. Il pomo della discordia è la striscia di Gaza, oggi parte dei territori Pa- lestinesi, per 27 anni e fino al 1994 territo- rio israeliano. Altro focolaio di guerra è nella penisola della Crimea, abitata da popolazione russa. La crisi è scoppiata in seguito all’Euromai- dan: disordini civili verificatisi per la man- cata associazione dell’Ucraina con l’Unione europea. A poco a poco la protesta ha preso forma di guerra civile: alla causa prima si sono aggiunte proteste per corruzione del governo, violazione dei diritti umani. Deci- ne i manifestanti uccisi. La popolazione è divisa in due fazioni: una parte pro Europa, un’altra per l’unione doganale con Bielorus- sia, Kazakistan e Russia. In questa estate 2014, i nostri cuori si so- no straziati nel vedere i tre ragazzi Ebrei rapiti e uccisi in Cisgiordania, i quattro bambini Palestinesi uccisi sulla spiaggia di Gaza, gli ottanta bambini morti in Ucraina per l’aereo abbattuto da un razzo. Che importa la nazionalità! Non ha nazionalità una madre che dice « Riposa in pace, figlio mio. Sentiremo sem- pre la tua voce nei nostri cuori ». Non ha na- zionalità il ragazzo colpito da un carro arma- to che bruciando dice «aiutami mamma». Questa non è pace. Eppure all’indomani della seconda guerra mondiale, nel 1945, nacque l’ONU: organi- smo con l’obiettivo della pace nel mondo. È possibile che gli Stati, che hanno fon- dato e compongono l’ONU, abbiano creato un organismo inefficiente? È possibile che la «dichiarazione universale dei diritti umani» sia così inascoltata? In essa si legge: Preambolo Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della fa- miglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la co- scienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo; Considerato che è indispensabile che i di- ritti umani siano protetti da norme giuridi- che, se si vuole evitare che l’uomo sia co- stretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione; Considerato che è indispensabile pro- muovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni; Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uo- mo e della donna, ed hanno deciso di pro- muovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà; Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osser- vanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizza- zione di questi impegni; E d i t o r i a l e
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