Luglio-Agosto-2014
1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 E d i t o r i a l e Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM ella pace ci ricordiamo solo quando siamo in guerra. Oggi comunemente il termine «pa- ce» viene associato a determinati personali stati d’animo quali ansia, agitazione, inquie- tudine. Solo in situazioni particolari lo asso- ciamo a eventi più ampi come conflitti, bel- ligeranze, violenze, guerre: termini, questi, che sono la sua negazione, l’antitesi. Il concetto di pace è stato, ed è, oggetto di studio della filosofia, dell’antropologia, della sociologia, della psicologia, delle scien- ze politiche, oggi anche dalle neuroscienze. A noi essenzialmente serve sapere che essa è una virtù, è giustizia, perdono, liber- tà, amore, armonia, gioia. È un diritto e un’aspirazione dell’uomo. Lo è sempre stato. La storia insegna che la pace non si rea- lizza con il suggerimento di Vegezio (1): « Ergo qui desiderat pacem, praeparet bel- lum», né con l’assunto di Eraclito « L’armo- nia nel divenire è data dall’alternanza di pace e guerra » e quest’ultima è « madre e regno di tutte le cose » (2), né con il Princi- pe di Machiavelli che non deve avere altro obiettivo se non la guerra, né con il supe- ruomo nietzschiano la cui volontà di poten- za necessita dello scontro e si rafforza con il contrasto che è il senso della vita. Convince, viceversa, Sant’Agostino allor- quando afferma che «la guerra è la negazio- ne della vita» e che «la pace è un bene rag- giungibile in terra». O le «Projet de paix uni- verselle entre les nations» di Charles-Irénée Castel de Saint-Pierre (3) . O Kant con l’affer- mazione: « La guerra è il male peggiore che affligge la società umana ed è fonte di ogni male e di ogni corruzione morale » (4). Nel mondo attualmente sono circa 30 gli Stati ancora in guerra o dove sono presenti conflitti, milioni i morti. Considerato che tutti gli Stati sono 204, parliamo di quelli indipendenti, si deduce che circa il 35% di essi vive guerre o conflitti. Fra questi c’è una terra martoriata, santa per i Cristiani, per gli Ebrei e i Musulmani, geograficamente collocata fra l’Egitto, la Giordania, la Siria e il mar Mediterraneo, at- traversata longitudinalmente dal fiume Gior- dano: è la Palestina, 250 per 150 km. Questo territorio si chiamò inizialmente «terra di Ca- naan», poi «Terra di Israele», successivamen- te in epoca greco-romana «Palestina». La storia ci dice che quel territorio, ad occidente del fiume Giordano, fu occupato da un popolo proveniente dalla Mesopota- mia meridionale discendente di Abramo. È circa il 1.000 avanti Cristo. Nello stesso periodo la regione costiera era abitata dai Filistei, forse di origine indoeuro- pea, poi sottomessi dall’israeliano re David. Il regno di Israele, nel 933 a.c., si scisse in re- gno di Giuda e regno di Israele o Samaria. In terra di Israele, dopo i Persiani e gli Elleni, arrivarono i Romani e quelle terre furono divise in provincie. Negli anni a se- guire per gli Ebrei arrivò la diaspora e con essa il divieto di risiedere a Gerusalemme. Nel tempo la diaspora si trasformò in perse- EDUCARE ALLA PACE PER FERMARE LA GUERRA D (1) Vegezio: Publius Flavius Vegetius Renatus, scrittore romano vissuto nel IV-V secolo (2) Eraclito: filosofo greco vissuto nel 500-400 a.c. (3) Charles-Irénée Castel de Saint-Pierre, detto l’Abbé de Saint-Pierre, diplomatico francese, scrittore e filosofo vissuto fra il 1600-1700 (4) Kant: «Per la pace perpetua».
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