Luglio-Agosto-2014
29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 gli altri e l’intorno spaziale e ambientale. Per divenire «cittadini del mondo», come diceva Immanuel Kant, occorre partire dallo spazio quotidiano di vita, per analiz- zare i problemi a scala locale e ipotizzare soluzioni idonee, dopo aver consultato i propri coetanei per fare in modo che tali soluzioni rispecchino i bisogni e i desideri dei cittadini (in questo caso per riproget- tare spazi urbani a misura dei bambini). Una volta acquisita una tale consapevolez- za, l’esercizio della cittadinanza attiva in ottica geografica può essere trasferito alla piccolissima scala del planisfero, affron- tando la conoscenza dei grandi temi e pro- blemi globali. • L’educazione per l’ambiente e lo svi- luppo sostenibile Questa fondamentale educazione, pur trasversale a varie discipline, trova il suo cardine proprio nella geografia, mettendo in atto una didattica per l’ambiente, ovvero strategie operative che consentano ai ra- gazzi, protagonisti del loro apprendimento, di non fermarsi alla conoscenza di temi e problemi ambientali (lotta all’inquinamen- to, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, energie rinnovabili, tutela della biodiversità ecc.), ma di proporre soluzioni per la salva- guardia e la valorizzazione dell’ambiente come patrimonio naturale. Tutto ciò rende operativo il concetto di sostenibilità dello sviluppo. I presupposti pratici È ora il momento di passare alla prassi, individuando alcuni punti che occorre ri- spettare nella costruzione di un efficace curricolo di geografia che si sviluppi dalla prima alla quinta classe di scuola primaria: a) partire, in continuità con la scuola dell’infanzia, dal consolidamento degli ap- prendimenti basati sull’esperienza (esem- pio: percezione sensoriale dello spazio vis- suto) per approdare gradatamente alla ri- flessione sui saperi fondamentali della di- sciplina; b) procedere dalla ricerca e acquisizione delle informazioni verso la sistematizzazio- ne delle conoscenze (è utilissimo applicare il metodo della ricerca-azione); c) approdare dall’acquisizione di cono- scenze e abilità alla loro applicazione con- sapevole in contesti diversi (concetto di competenza), attraverso l’uso di strumenti e metodi cognitivi e operativi adeguati alla situazione (competenza chiave dell’«impa- rare a imparare»); d) prediligere l’applicazione di una geo- grafia per problemi e per grandi temi, ovve- ro la «nuova» geografia, che nelle scuole deve sostituire quella passata dei nomi e dei dati mandati a memoria, certamente non utile a comprendere il mondo contem- poraneo e neppure lo spazio vissuto. Progettare un curricolo per competenze Si può costruire un curricolo di geografia incardinandolo sui contenuti, oppure sulle competenze da sviluppare, sui nuclei tema- tici o sugli obiettivi. Vengono qui proposti alcuni spunti esem- plificativi per la costruzione di un curricolo basato sui traguardi per lo sviluppo delle competenze, organizzati in base ai quattro nuclei fondanti della geografia, riportati nelle Indicazioni nazionali del 2012: Orien- tamento, Linguaggio della geo-graficità, Paesaggio, Regione e sistema territoriale. Traguardi per lo sviluppo delle compe- tenze al termine della scuola primaria (nucleo tematico: ORIENTAMENTO) «L’alunno si orienta nello spazio circo- stante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali». Competenze da valutare in ciascuna classe Classe prima : L’alunno/a si orienta e si muove nello spazio noto utilizzando concet- ti e indicatori topologici. Seconda : si orien- ta nello spazio noto in base a punti di riferi- mento fissi opportunamente scelti. Terza : orienta la pianta del quartiere in base a punti di riferimento che ha precedentemen- te scelto. Quarta : orienta la pianta del quartiere in base ai punti cardinali e all’uso della bussola. Quinta : si orienta sulla carta geografica utilizzando i punti cardinali. Progressione dei contenuti in base alle competenze da valutare Classe prima : concetti e indicatori topo- logici; percorsi in base a indicatori topologi- ci, anche attraverso la drammatizzazione di
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