Luglio-Agosto-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 28 PROGETTARE UN CURRICOLO VERTICALE DI GEOGRAFIA NELLA SCUOLA PRIMARIA Daniela Pasquinelli d’Allegra, Vicepresidente nazionale Associazione Italiana Insegnanti di Geografia È necessario premettere che… «La presenza della geografia nel curricolo contribuisce a fornire gli strumenti per for- mare persone autonome e critiche, che siano in grado di assumere decisioni responsabili nella gestione del territorio e nella tutela dell’ambiente, con un consapevole sguardo al futuro»: è questa l’efficace sintesi delle insostituibili funzioni della geografia nella scuola, che si ritrova nella parte introduttiva alla disciplina nelle Indicazioni nazionali del 2012. Il curricolo – ovvero il complesso di percorsi di formazione e di apprendimento che ogni singola istituzione scolastica orga- nizza autonomamente per i propri allievi al- l’interno del Piano dell’offerta formativa – pone anche i docenti di geografia nella ne- cessità di costruire un percorso, scandito nel- le varie tappe annuali, tale da consentire agli alunni non più soltanto di memorizzare una serie di toponimi e di dati numerici (come avveniva con la vecchia geografia scolastica prevalentemente descrittiva), ma competen- ze per muoversi nello spazio e sulle carte geografiche, per spostarsi da viaggiatori con- sapevoli e non da ignari turisti, per compren- dere l’evoluzione dei paesaggi nel tempo e le azioni positive e negative dell’uomo, per in- fluire sulle decisioni che si prendono a scala locale, per tutelare e valorizzare il proprio territorio. Per guidare i propri allievi al rag- giungimento di questi e altri obiettivi forma- tivi occorre, da parte dei docenti, un profi- cuo lavoro di riflessione sui processi di inse- gnamento/apprendimento della geografia: è questo uno dei momenti più qualificanti della professione, in cui si evidenzia il ruolo del- l’insegnante come ricercatore dei metodi e delle strategie didattiche più idonei. I presupposti teorici Il curricolo di geografia, come quello di ogni altra disciplina, deve essere sostenuto da alcuni principi teorici unificatori, che è opportuno analizzare brevemente, al fine di agevolare la successiva costruzione: • Il nuovo umanesimo dell’ispirazione fi- losofico-pedagogica La geografia si inserisce a pieno titolo in questo filone; infatti essa favorisce la con- sapevolezza che le grandi sfide e i problemi del mondo contemporaneo possono essere affrontati solo ponendo al centro la perso- na umana, con le sue caratteristiche uniche e irripetibili. La scuola deve far emergere i talenti che ciascuna persona possiede in misura e in forme diverse; la geografia con- tribuisce a creare, attraverso la conoscenza dell’altro e dell’altrove, un atteggiamento di apertura e di solidarietà per favorire l’inclusione di ogni differenza (di etnia, di cultura, di genere, di diverse abilità…) e per consentire di stabilire una relazione con l’ambiente rivolta alla tutela e alla va- lorizzazione. • Il valore della globalizzazione La geografia può contribuire a ricercare i valori nei processi di globalizzazione; essa, infatti, al di là della mera logica economi- co-finanziaria, può divenire un valore solo quando si impara ad agire localmente pen- sando all’interesse di tutti e del pianeta. La geografia può evitare ai nostri giovani il ri- schio dell’eccesso di connessione globale continua alla postazione internet, guidan- doli ad affrontare i problemi in un continuo gioco di scale, tra il locale del proprio spa- zio vissuto (nel quale si devono immergere per comprenderlo e modificarlo in positivo) e il globale. • L’esercizio della cittadinanza attiva L’educazione alla cittadinanza può e deve avvalersi dell’importante contributo della geografia, che consente di conoscere i problemi globali per tentare di risolverli a scala locale, apprezzando e rispettando

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