Luglio-Agosto-2014

tagliata delle diverse proposte didattiche che vanno in questa direzione (didattica breve, metodo diretto, grammatica della dipendenza,…) (4), ognuna delle quali pre- senta aspetti interessanti ma anche limiti e rigidità che, for- se, ne hanno re- so problematica l’applicazione in toto . Ne ricor- derò alcuni sem- plici spunti, che ogni docente può autonoma- mente elaborare ed adattare, con quello spirito di ricerca che do- vrebbe conno- tarne la profes- sionalità. Innanzitutto accostare il più precocemente possibile gli stu- denti alla lettu- ra, guidata, dei testi; si può fare ricorso a sempli- ci e brevi originali, ma anche a testi tradot- ti a fronte, curando che il contenuto risulti interessante. La comprensione dei testi dovrebbe esse- re il fine ultimo di questo insegnamento. In un corso di aggiornamento tenuto nel 2002 per l’editrice La Scuola, il prof. Francesco Piazzi (5) richiamava l’attenzione sul fatto che molto spesso questa non viene presa in considerazione nella nostra prassi didattica, sicché gli studenti finiscono per tradurre aggrappandosi in modo irrazionale al dizio- nario e considerando del tutto irrilevante il senso del risultato, la cui illogicità attribui- scono a «quegli strani tipi dei Romani» co- me brillantemente osservava la nostra Rosa Calzecchi Onesti. Dovrà, quindi, essere cura precipua dell’insegnante accompagnare gli studenti nella lettura e comprensione dei testi, guidarne il percorso mentale, parten- do dal verbo e ricercando, secondo il mo- dello della verbo dipendenza, i complemen- ti che il verbo esige e gli elementi su cui poggia la coesio- ne testuale. Questo mo- dello consente la visualizzazio- ne della struttu- ra della frase, integra sintassi della frase e sin- tassi del periodo e permette di superare le tra- dizionali catego- rie grammaticali basate su un cri- terio classifica- torio (le parti del discorso ) e nozionale. Così, per esempio, pronomi e con- giunzioni ver- ranno studiati per le loro fun- zioni e, se necessario, anticipati rispetto al- l’ordine tradizionale. In questa logica, ten- dente alla sintesi, vanno inquadrate le strutture morfosintattiche, ridotte quanto più possibile agli elementi essenziali in rap- porto all’obiettivo principale del compren- dere i testi. In ambito morfologico va facili- tato lo studio delle declinazioni e dei verbi evidenziando le analogie delle forme e van- no eliminate le eccezioni , di bassissima fre- quenza; si può sintetizzare, anche con il ri- corso a tabelle o schemi, l’uso dei casi, spiegandone le diverse applicazioni con il loro valore semantico (vedi l’accusativo e l’ablativo); con le stesse modalità si può riassumere la sintassi del periodo , eviden- ziando le analogie con la sintassi della frase (proposizioni sostantive, aggettive, accesso- 17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 Luglio-Agosto 2014 (4) Una disamina più circostanziata è in L. S CIOLLA , Ripercorrendo il dibattito sulle lingue classiche: una proposta didattica , La Scuola e l’Uomo, n. 7/2008. (5) F. P IAZZI , Le questioni cruciali della didattica del latino: alcune proposte educative , in Insegnare latino, oggi . Materiali del corso di aggiornamento, La Scuola, 2002

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=