Luglio-Agosto-2014

l’elaborazione di un compito. Chi agisce metacognitivamente ha un’idea incremen- tale dell’intelligenza , cioè ritiene di poter- la modificare con il suo impegno e il suo mi- glioramento continuo, sente che ha delle capacità che può scegliere di sfruttare o meno, considera il suo successo o insucces- so nel compito determinati prevalentemen- te dal suo sforzo. La conoscenza metacogni- tiva e le abilità metacognitive costituiscono la base per l’auto-regolazione durante l’ela- borazione di un compito (Efklides, 2011) e possono rendere più piacevole lo studio. Lo studente può "sentire" l’autonomia nella ge- stione del suo studio, può cogliere quando ha un calo di attenzione e individuare come rimediare. Tutto ciò rafforza l’autostima e il senso di autoefficacia. Il senso di auto-efficacia è una nozione che deriva dalla teoria socio-cognitiva di Bandura e comprende le credenze che le persone hanno sulla loro capacità di deter- minare un dato risultato in un contesto spe- cifico (ad esempio: ottenere un certo voto in una disciplina scolastica). Lo studente con un buon senso di autoefficacia è moti- vato a studiare quando riconosce che il compito lo sfida ma può farcela, così indivi- dua la quantità di sforzo da investire e le strategie da utilizzare, persiste nello studio fino al raggiungimento dell’obiettivo. Quin- di, le credenze di autoefficacia costituisco- no un potente fattore motivazionale nel- l’apprendimento auto-regolato, sono colle- gate con il monitoraggio delle proprie espe- rienze soggettive, con la consapevolezza degli stati fisiologici (ad esempio: l’eccita- zione durante l’esercizio dello sforzo) e del- le emozioni (ad esempio: entusiasmo, sod- disfazione, noia, delusione), (Effklis, 2011). Per studiare piacevolmente è importante disporsi a farlo. Le disposizioni della mente sono considerate le modalità in cui ci si po- ne di fronte ad una data situazione proble- matica, indicano atteggiamenti, stati men- tali, inclinazioni, sensibilità che danno qua- lità al comportamento e lo rendono più o meno adeguato allo scopo da raggiungere (per esempio: comunicare con chiarezza e precisione , essere aperti ad un apprendi- mento continuo). Le disposizioni riguardano la scelta di un comportamento piuttosto che un altro a seconda del valore attribuito- gli, l’ inclinazione ad applicare alcuni pro- cessi intellettivi, la sensibilità nel percepire l’appropriatezza di un comportamento ri- spetto ad una situazione, l’impegno a riflet- tere e continuare a migliorare tale compor- tamento, una linea di condotta coerente con le scelte. Sono state individuate da Co- sta e Kallick (2007) 16 disposizioni della mente che si ritengono insegnabili e miglio- rabili e che sostengono un apprendimento autoregolato. Più lo studente è consapevole delle sue disposizioni più le saprà usare per dirigere il proprio apprendimento, per mo- nitorarlo, e per essere sempre aperto al cambiamento (Costa & Kallick, 2004). Perché lo studio possa diventare un pia- cere, in sintesi, lo studente ha bisogno di percepirsi in grado di raggiungere un risul- tato, consapevole di tutto ciò che gli serve per perseguirlo, capace di monitorare il suo percorso e di cambiare direzione se neces- sario, ma soprattutto convinto che quanto sta studiando ha senso per lui e ha valore per la propria vita. Ma come aiutare gli stu- denti a sviluppare questi aspetti? A scuola si può fare tanto. È importante fare attenzione all’ambien- te, alla progettazione, alle metodologie, al- la valutazione. L’ ambiente di apprendimen- to da creare a scuola e in classe deve per- mettere ai soggetti di sperimentare: l’ affi- liazione , il sentirsi parte di un gruppo, in cui stabilire buoni legami e contribuire al suo miglioramento; la competenza , il poter usa- re le proprie conoscenze e abilità per risol- vere problemi con consapevolezza e respon- sabilità; l’ autonomia , l’avere la possibilità di scegliere che cosa fare e come. È neces- sario progettare percorsi formativi che con- sentano ad ogni studente di sviluppare le proprie competenze ed utilizzarle nello svol- gimento di prestazioni autentiche che simu- lino quelle reali e diano l’opportunità agli studenti di mettersi alla prova, riflettere, ri- conoscere la qualità delle proprie conoscen- ze, abilità e disposizioni e quindi li aiutino a migliorare il senso di autoefficacia (Wiggins & McTighe, 2005). L’insegnante che vuole promuovere un apprendimento autoregola- to, comunica agli studenti o definisce con loro, gli obiettivi delle lezioni e organizza 13 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014

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