Luglio-Agosto-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 8 CUORE DELL’EMERGENZA EDUCATIVA È LAMANCANZA DEL SENSO DI S É Fabio Gambetti, DS Liceo Minghetti - Bologna G li Orientamenti Pastorali emanati dalla Conferenza Episcopale Italiana per il decennio 2010-2020, hanno po- sto al centro della riflessione e dell’azione educativa della Chiesa la particolare situa- zione in cui versano le nuove generazioni, nota come «emergenza educativa». I lavori erano stati preparati da un’indagine coordi- nata per due anni dal Card. Ruini, e sono stati ripresi da Benedetto XVI nel discorso conclusivo rivolto agli oltre duecento parte- cipanti, il 27 maggio 2010. Ratzinger indica due cause fondamentali della crisi in cui sembra trovarsi l’educazione: 1) «un falso concetto di autonomia dell’uomo: l’uomo dovrebbe svilupparsi solo da se stesso, sen- za imposizioni da parte di altri, i quali po- trebbero assistere il suo autosviluppo, ma non entrare in questo sviluppo»; 2) lo scet- ticismo e il relativismo, ovvero l’«esclusio- ne delle due fonti che orientano il cammino umano. La prima fonte dovrebbe essere la natura, la seconda la Rivelazione». Le preoccupazioni del Magistero per la condizione giovanile sono condivise da auto- ri «laici», che evidenziano il vuoto in cui si trovano i ragazzi e gli effetti che ne deriva- no. Ad esempio, gli psichiatri Benasayag e Schmit, in una loro celebre analisi della so- cietà occidentale contemporanea, parlano apertamente di crisi di senso, connessa allo sviluppo e all’espansione di una tecnica che si reputa scevra di limiti. Come sosteneva Wittgenstein, quand’anche avessimo risolto tutti i problemi della scienza, non avremmo neppure toccato i nostri problemi vitali (1). Una società in balia del dilagante utilizzo della tecnologia senza limite alcuno, vive paradossalmente una crisi della ragione: «Se tutto sembra possibile , allora più nien- te è reale. È in questa onnipotenza virtuale che le nostre società sembrano abbandona- re la sfera del pensiero» (2). Heidegger ave- va già notato come l’odierna tecnologia sia ben lontana dalla greca tekne e che, come sostenuto da Benedetto XVI, la natura è ora ridotta a massa, in cui l’uomo non può più dimorare e ascoltare lo svelarsi dell’essere. L’origine di molte forme di dipendenza di cui soffrono i giovani e che si manifestano in comportamenti devianti, non sembrano perciò da ricercare innanzitutto nelle condi- zioni economiche, bensì «nella frustrazione della volontà di significato» (3). A differen- za degli animali, l’uomo può interrogarsi e soffrire per l’assenza di senso, può provare il vuoto esistenziale, e, quando la società stessa teorizza la mancanza assoluta di qualsivoglia prospettiva, è oramai vittima della scure del nichilismo (4) . Il documento dei vescovi interpella colo- ro che, per professione, sono quotidiana- mente coinvolti in prima linea nell’educare, assieme ad altri attori quali la famiglia, le associazioni, i gruppi sportivi, ecc., senza dimenticare i media, oramai divenuti una vera e propria agenzia formativa, tanto più efficace proprio per l’approccio indiretto nella trasmissione di modelli e contenuti. Il paradosso del nostro secolo sembra essere quello della sovrabbondanza d’informazio- ne: se un tempo l’accesso alle fonti del sa- pere era riservato a pochi, a chi poteva –ad esempio- acquistare i libri, oggi la positiva messa a disposizione dei materiali tramite il web, genera paradossalmente un problema (1) Cf. L. W ITTGENSTEIN , Tractatus logico-philosophicus , 6.52 (2) M. B ENASAYAG – G. S CHMIT , L’epoca delle passioni tristi , Feltrinelli, Milano, 2004, p. 23 (3) Cf. C. E CONOMI , La pedagogia della speranza, EMI, Bologna, 2002, p. 40 (4) Cf. G. M ORRA , La scure del nulla: nichilismo e società, Japadre, 1984

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