Luglio-Agosto-2012

7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 noscimento delle competenze attraverso le certificazioni esterne presso Enti ac- creditati, alla partecipazione ad iniziati- ve di formazione durante il periodo delle vacanze estive (es. stage formativi; esperienze lavorative opzionali; scambi culturali; studi e attività formative al- l’estero); e. lo sviluppo delle tecnologie dell’informa- zione, la costruzione dei siti web all’in- terno delle istituzioni scolastiche auto- nome; i sistemi di comunicazione on line tramite password personalizzate per con- trollare le assenze e le presenze degli alunni a scuola, per conoscere i risultati in termini di voti circa gli apprendimenti nelle varie materie scolastiche e il relati- vo comportamento nella vita quotidiana a scuola; lo scambio di informazioni tra docenti, allievi e genitori tramite le va- rie tecnologie di fatto hanno modificato i rapporti tra genitori e scuola. Una seconda riflessione: deleghe e conflitti Dinamiche di delega da una parte e spes- so di collusione dall’altra hanno caratteriz- zato nel passato e stanno caratterizzando ancora oggi il rapporto genitori-scuola. Delega da parte di genitori troppo presi dal loro lavoro o da altre preoccupazioni e/o da impegni personali, che si svegliano e si fanno sentire al verificarsi di un qualche cosa che, a loro dire, non funziona: esem- pio una lamentela del proprio figlio/figlia per un voto non ritenuto giusto, per una eventuale nota sul registro o una sospensio- ne, oppure una scorrettezza tra compagni di classe, o un’eventuale disfunzione comu- nicativa tra insegnanti e allievi. Senza scendere nel dettaglio, in queste situazioni accade che i genitori diventino ag- gressivi o difensori paladini (spesso oltre mi- sura) dei propri figli o anche invadenti ri- spetto ad elementi del rapporto formativo nel quale essi non hanno il diritto di entrare a gamba tesa, tutt’al più in punta di piedi, perché non di loro competenza o perché in- formati solo da una delle parti in causa, sen- za aver ascoltato anche i docenti testimoni e soggetti protagonisti chiamati in causa. Il verificarsi di questi atteggiamenti, quando addirittura assumono forme di de- nuncia con l’intervento di avvocati consu- lenti delle famiglie, crea una indubbia si- tuazione di disagio, di conflitto, di venir meno di quella cultura di rispetto e di alle- anza educativa che dovrebbe stare alla base di un rapporto educativo e di responsabilità tra co-educatori. Simmetricamente va detto, per amor di verità e non per difesa della categoria, che parte degli insegnanti sente come estranea la presenza dei genitori nella scuola, per cui tende a ridurre i possibili spazi di con- tatto e di conflitto riducendo all’essenziale la comunicazione, spesso limitata allo scambio di frasi stereotipate (es. domanda: come va mio figlio? ; risposta « potrebbe fa- re meglio! »). L’insegnante ha necessità di puntare sul- la crescita dell’autonomia del ragazzo/ra- gazza soprattutto se adolescente, anche nei confronti della famiglia, per il fine del suo sviluppo. Non è sempre facile trovare la giusta mi- sura in questo rapporto, ma non è impossibile se ci si colloca nella prospettiva di aiutare un allievo/figlio a crescere, a maturare rispetto al suo status, ad assumere le sue responsabi- lità verso i suoi sogni, i suoi ideali, le sue esi- genze affettive, relazionali, sportive, ludiche in rapporto alla propria età. Quindi i genitori non sono chiamati ad essere gli strenui difensori dei diritti dei lo- ro figli/studenti così come gli insegnanti non sono da considerare freddi e razionali trasmettitori di saperi: entrambi, genitori e docenti, sono co-educatori responsabili di un processo di formazione condiviso e che diventa orientativo per l’esercizio delle loro funzioni. Una terza riflessione: vincoli e risorse I risvolti più problematici e spesso moti- vo di conflitto nel tempo tra genitori e re- sponsabili della scuola sono rappresentati dalle «diversità» oggi accolte nelle scuole italiane. Ogni allievo è sicuramente diverso dal- l’altro, ma ci sono allievi « più diversi di al- tri » e normalmente sono gli allievi che ne-

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