Luglio-Agosto-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 8 cessitano di maggiori attenzioni e richiedo- no percorsi di accompagnamento proprio a causa di queste diversità che non deve di- ventare tuttavia motivo e occasione di esclusione. Al riguardo, gli articoli della Costituzione (3, 30, 33, 34) sono molto chiari e le norme varate negli anni sono state elaborate se- condo le raccomandazioni e gli orientamen- ti di Enti, Istituzioni, Organizzazioni nazio- nali e internazionali tesi ai valori dell’acco- glienza e dell’inclusione. Ci si riferisce in particolare agli alunni con disabilità psico-fisiche e sensoriali, agli alunni con DSA, ai ragazzi/ragazze conside- rati borderline, agli alunni con disagi perso- nali e sociali, agli alunni stranieri, a giovani soggetti a varie forme di dipendenza (vio- lenza, gioco, sostanze tossiche, alcol, ta- bacco, ecc.) e che spesso si rendono prota- gonisti di episodi gravi di bullismo. I problemi relativi a queste «diversità» non vanno sottovalutati ma conosciuti nelle loro vere dimensioni. I problemi di acco- glienza e di inclusione, inoltre, vanno anche contestualizzati perché le situazioni di disa- gio, personali e sociali, si presentano in ter- mini differenti (di quantità, di complessità, ecc.) nelle varie regioni italiane. C’è però una sorta di preoccupazione che accomuna i genitori dei vari territori: la presenza in classe di alunni diversi (disabili, difficili, con DSA, stranieri, di religione dif- ferente, ecc.) può condizionare il processo e i risultati di apprendimento dei propri figli (soprattutto nel 1° ciclo di istruzione). In questi casi, i genitori non possono es- sere semplicemente i destinatari di scelte, spesso difficili e complesse, prese dagli ad- detti ai lavori (dirigenti scolastici e docen- ti), ma necessariamente vanno coinvolti in modo responsabile nella ricerca delle ipote- si di soluzioni più idonee e funzionali. Nel 2° ciclo di istruzione le preoccupa- zioni si differenziano tra i genitori a secon- da dell’indirizzo di studio scelto: soprattut- to in relazione alle dimensioni affettivo-re- lazionali, di frequentazioni, di comporta- menti eccessivi nei momenti cosiddetti di svago. In ogni caso anche nel secondo ciclo oggi è più presente un altro tipo di preoccupa- zione comune, anche se con sfumature di intensità e di ansia differenti: sarà garanti- to un posto di lavoro? Avrà la possibilità di essere assunto? Ci sarà lavoro per i giovani di oggi? E tale preoccupazione è la punta del- l’iceberg «mondo del lavoro» di stretta at- tualità vista la situazione economico-finan- ziaria del nostro Paese e le prospettive di crescita e di sviluppo, quindi del lavoro per le future generazioni. Abbandonata ormai l’idea del posto fisso già da molti anni, come aiutare i genitori ad accompagnare i propri figli in scelte che riguardano il loro futuro di lavoratori, di professionisti, di futuri capi di famiglia? In che modo la scuola, e non da sola, po- trà diventare «risorsa» per un cambiamento culturale di difficile realizzazione nel no- stro Paese. La scuola non può ignorare il problema e quindi deve sapersi mettere in discussione nella prospettiva di realizzare forme di co- educazione, di corresponsabilizzazione nel- la progettazione, realizzazione, controllo e validazione delle scelte educative e didatti- che allo scopo di valutarne l’efficacia in merito alla crescita e allo sviluppo del Pae- se, che necessariamente passa dalla cresci- ta e dallo sviluppo della singola persona. In questa prospettiva gli interlocutori non sono più solo la scuola e la famiglia, bensì entrano a pieno titolo realtà che fino- ra sono state più «sulla carta» che nel con- creto: «risorse» sono gli EE.LL ., le imprese e i servizi, il mondo del volontariato, le agenzie di consulenza, i centri di orienta- mento: tutto questo può fare sistema. E come portare nella scuola questa logi- ca di sistema per passare dalla partecipa- zione alle decisioni e alla corresponsabilità nelle scelte educative in un contesto di in- certezza e di complessità della vita quoti- diana e futura? Una quarta riflessione: la linea dell’innovazione e della semplificazione Un dato è ormai certo. Il rapporto scuo- la-famiglia va cambiato; non è più possibile mantenere un insieme di organismi che non rispondono più alle esigenze attuali.

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