Luglio-Agosto-2012
C ari soci, come vi ho già ricordato nel numero 1-2 di quest’anno, domenica 16 ottobre 2011, papa Benedetto XVI ha annunciato l’indizione di un «Anno della Fede» per la Chiesa Universale, indicandone lo scopo: «Per dare rinnovato impulso alla missione di tutta la Chiesa di condurre gli uomini fuori dal deserto in cui spesso si tro- vano verso il luogo della vita, l’amicizia con Cristo che ci dona la vita in pienezza». Per i credenti – come il papa ha ribadito all’An- gelus dello stesso giorno – «sarà un momen- to di grazia e di impegno per una sempre più piena conversione a Dio, per rafforzare la nostra fede in Lui e per annunciarlo con gioia all’uomo del nostro tempo». Lo ha indetto con un’apposita Lettera apostolica, intitolata «Porta fidei» (l’espressione è tolta dagli Atti degli Apo- stoli 14,27, dove san Paolo e Barnaba riferi- scono alla Chiesa di Antiochia «tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della Fe- de»). L’anno della fede e il nostro XXIV Congresso nazionale L’«Anno della Fede» inizierà l’11 ottobre 2012, nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà il 24 no- vembre 2013, Solennità di Cristo Re del- l’Universo. Pertanto l’«Anno della fede» ci coglierà nel vivo della preparazione e della realizza- zione del nostro XXIV Congresso Nazionale. Noi cercheremo di approfondire i diversi raggi relazionali che la scuola deve aprire, entrando in dialogo con la famiglia, con la Chiesa, con le istituzioni e il territorio, con i «non luoghi» formativi dei giovani. E anzi- tutto proveremo ad approfondire il tema del dialogo nella scuola e di ripensare l’UCIIM in dialogo. Tutte cose belle, ma l’«Anno della Fede» viene a ricordarci che è da approfondire quel «porro unum necessarium» (=quella co- sa di cui c’è veramente e ultimamente biso- gno») per cui Gesù rimprovera l’amica Mar- ta, che si «affannava e agitava per molte cose» (Lc 10,41-42): vale a dire la nostra fe- de in Gesù e nel Vangelo, che dà senso alla missione educativa che – nello spirito di Ge- sualdo Nosengo – tiene su l’UCIIM come as- sociazione. Riandare al Concilio «luogo» della verità della nostra fede storica In questa approfondimento della fede, riandare al Concilio è sommamente prezio- so, perché i testi conciliari, pure datati e segnati dallo spirito del tempo, tuttavia co- stituiscono il «luogo» dove è detta la verità creduta dalla nostra Chiesa cattolica, nel suo abitare i tempi e gli spazi della nostra epoca, dei suoi mutamenti e delle sue velo- ci innovazioni. Lo ribadisce il Papa nella Lettera «Porta fidei» al n. 5, citando prima un passo della Lettera Apostolica, Novo millennio ineunte (6 gennaio 2001) di Giovanni Paolo II: «Sen- to più che mai il dovere di additare il Conci- lio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX : in esso ci è of- ferta una sicura bussola per orientarci nel cammino del secolo che si apre» e poi di- chiarando per se stesso: «Se lo leggiamo e recepiamo guidati da una giusta ermeneuti- ca, esso può essere e diventare sempre di più una grande forza per il sempre necessa- rio rinnovamento della Chiesa». 3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 S p i r i t u a l i t à UN TESTO, UNA COMUNITÀ, UNA PREOCCUPAZIONE don Carlo Nanni s.d.b., Rettore Università Pontificia Salesiana - Consulente ecclesiastico centrale UCIIM
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