Luglio-Agosto-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 44 «AIUTAMI A FARE DA SOLO» SUGGERIMENTI MONTESSORIANI DAADOTTARE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIATRADIZIONALE Samanta De Nardis, Docente di scuola dell’infanzia C hi scrive non fa mistero del fatto che anni di formazione montessoriana so- no un «bagaglio» da cui attingo orien- tamenti didattici educativi nel corso del- l’attività di insegnamento ed apprendimen- to ai e dai bambini. Come non nascondo, del resto, l’amarezza nel constatare come, nonostante gli enormi progressi teorici com- piuti nel campo delle scienze del’educazio- ne, esiste uno scarto enorme nella pratica scolastica (per mancanza di credi e/o fondi) per assicurare all’infanzia un ambiente pro- porzionato, curato e organizzato per il bam- bino e per il suo apprendimento e non già per l’adulto ed il suo insegnamento. Chi come me ha avuto la fortuna di inse- gnare/imparare in un «eden strutturale e culturale» come quello della «Casa dei bambini» della Banca D’Italia di Roma e di constatare l’efficacia del metodo Montesso- ri, sa che una classe (denominata nucleo) è realmente un laboratorio didattico; sa che l’individualizzazione del processo di ap- prendimento è la regola e non l’eccezione; sa che l’insegnante (denominata direttrice) non fa «lezione», ma presenta a ciascuno «materiali di sviluppo», che consentono di auto apprendere, auto correggersi e auto valutarsi, secondo i propri tempi e le pro- prie diversità. In altri termini ho avuto il privilegio di veder realizzata nella scuola quella che a molti appare un’utopia: l’auto- nomia del bambino. E già perché nel conte- sto sopraccitato non si «costringono» tutti gli alunni e allo stesso momento a fare le stesse cose, ma tutti e nello stesso tempo a scegliere liberamente cosa fare. Ci sono bambini che giocano nell’angolo dei trave- stimenti, altri che lavano i piatti, altri su un tappeto costruiscono torri, mentre alcuni dei più piccoli guarda- no affascinati i loro compagni più grandi che scrivono con l’alfabetiere e nel frattempo l’insegnante (che non ha una cattedra) seduta con un piccolo gruppo di alunni spiega loro l’uso degli incastri solidi. Eppure no- nostante la descrizione possa far pensare ad un ambiente caotico, vi assicuro che vi è un gran fermento ma il tutto si svolge tranquillamen- te, senza eccessi di toni. Così ad oggi pur insegnando in una scuola dell’infanzia tradizionale non riesco ad «immobilizzare» i bambini su schede didattiche. Non credo, infatti, che far colorare entro i mar- gini di immagini stereotipate abbia uno sco- po formativo, se non quello contrario di «mortificare» le intelligenze e le potenziali- tà infantili. Premesso ciò è evidente la mia non volontà di offrire materiale fotocopia- bile, di cui si fa abbastanza abuso nella scuola dell’infanzia. Il mio modesto contri- buto è volto, viceversa a suggerire modalità organizzative e didattiche per «aiutare il bambino a fare da solo». Indicazioni di bruneriana memoria ci ri-
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