Luglio-Agosto-2012
coltà presentate in precedenza, consiglia la personalizzazione del percorso, come esi- genza di procedere, in relazione a soggetti concreti, a bilanci di risorse e competenze ed operare con metodologie individualiz- zanti. Non si tratta di perseguire un quadro astratto di competenze uguale per tutti, ma di accompagnare ciascuno attraverso attivi- tà diversificate e integrate, alla ricerca dei propri traguardi, in un sistema che garanti- sca a tutti pari opportunità e compia il mas- simo sforzo per garantire ad ognuno il suc- cesso formativo. La rete è a sua volta un sistema di ap- prendimento. Individualizzazione e socia- lizzazione oggi vengono riorganizzati e po- tenziati da un mix in presenza e a distan- za. L’aumento delle occasioni di informa- zione e comunicazione consentono di mas- simizzare i risultati dei percorsi personaliz- zati, ma nello stesso tempo di favorire, on line, un rapporto con gli altri. Ciò si rivela tanto più utile in un sistema formativo po- licentrico. L’insegnamento cooperativo è uno degli aspetti più rilevanti per il recupero della motivazione e lo sviluppo di nuovi progetti di vita e di lavoro. Un’attività tra pari, nel gruppo, consente ai giovani di sperimentare la crescita alla loro portata, più che in rela- 43 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2012 zione alle aspettative dell’adulto/docente. L’influenza dell’ambiente di lavoro è no- tevole sul processo formativo. Ci sono aspet- ti e momenti della vita lavorativa che cam- biano l‘atteggiamento dei giovani nei con- fronti delle relazioni interpersonali, nei rap- porti con l’autorità, nella disponibilità ad ap- prendere e circa l’efficacia degli apprendi- menti stessi. Cosa c’è in azienda che a scuo- la non c’è? Quale ricaduta può avere questa esperienza sul curricolo e sull’organizzazione scolastica? In azienda ci sono apprendisti più o meno coetanei degli studenti. Quale passato sco- lastico/formativo prima del lavoro? Che co- sa hanno imparato in azienda e che cosa manca loro? Da un confronto di tali biogra- fie con il vissuto, scolastico e non, dei no- stri allievi, quali indicazioni si possono trar- re per questi ultimi? Alla fine come si certificano le compe- tenze e si riconoscono i crediti, soprattutto nei confronti del mercato del lavoro (1). Dobbiamo ripartire da qui se si vogliono valorizzare le «intelligenze plurali» e crea- re, come si è detto, pari dignità tra i per- corsi. Come costruire un curricolo integrato in questa situazione ? Una bella ma necessa- ria sfida per la ricerca e la didattica. (1) G.C. S ACCHI (a cura di ), Alternanza formazione lavoro , Vicolo del Pavone, Piacenza, 2010.
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